Maria Teresa De Donato e i suoi libri, Autismo

Ciao,

molti di voi la conoscono sia  come autrice che come Naturopata e Coach.

Da oggi e per le prossime settimane, useremo i suoi libri per trattare argomenti delicati e attuali. Spero che questa nostra iniziativa sia da voi apprezzata e condivisa.

Buona lettura 🙂

1 – Ti va ti presentati con poche parole per chi non ti conosce?

Volentieri. Mi chiamo Maria Teresa De Donato, romana di nascita e texana di adozione. Ho studiato turismo, lingue straniere, giornalismo e conseguito, proprio qui negli USA, le lauree Bachelor, Master e Dottorato di ricerca in Salute Olistica, specializzandomi in Naturopatia, quindi Alimentazione ed Erbalismo, e in Omeopatia Classica. Per quanto riguarda la mia attività di Coach, ho conseguito varie specializzazioni tra cui quelle in Gestione dell’ira, Analisi del conflitto, Gestione e Negoziazione del conflitto, Strategie di comunicazione di coppia. Sono Autrice di varie pubblicazioni disponibili su tutta la rete di distribuzione Amazon ed ordinabili anche in libreria.

Coloro che desiderassero ordinarle o semplicemente avere maggiori informazioni al riguardo possono farlo visitando il mio profilo  https://www.amazon.com/Maria-Teresa-De-Donato-PhD/e/B019G68L8Q

2 – Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro e quando lo hai fatto.

L’AUTISMO visto da una PROSPETTIVA DIVERSA: La storia di successo di Cesare è nato grazie all’invito del collega Educatore, Giovanni Tommasini, che mi ha chiesto di unirmi a lui in questa avventura e di approcciare il tema – date le mie (e sue) competenze che esulano dalla salute mentale – da un punto di vista olistico, ossia prendendo in considerazione l’essere umano nella sua totalità e complessità, il che include corpo fisico, mente e psiche, ed unicità, cioè tenendo conto che ogni individuo è unico nel suo genere, un Universo a sé stante, e multidisciplinare, ossia esaminandolo attraverso la lente di varie metodologie olistiche o discipline, che possono includere, per citare un esempio, aspetti legati tanto alla salute olistica quanto alla psicologia o altra scienza. Il libro è stato pubblicato nel 2019 sia in inglese sia in italiano ed è disponibile nelle versioni cartacea, kindle e kindle illimitato.  (grazie per la spiegazione)

3 –  Per chi come noi, non conosce bene questa condizione, ti andrebbe di descrivercela, di raccontarci la sua storia e di come nel tempo è cambiato l’approccio che si ha verso le persone autistiche?

L’Autismo, meglio definito come “disturbo dello spettro autistico”, è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da una interazione sociale compromessa e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezze d’interessi e comportamenti ripetitivi. Per dirla in altri termini, il soggetto autistico tende a percepire la realtà che lo circonda, il che include sia gli eventi sia le persone, come pericolosa, qualcosa di cui aver paura e da rigettare. Di qui nasce la difficoltà dei soggetti autistici a relazionarsi con il mondo, ad interagire e, conseguentemente, anche ad essere capiti dagli altri e ad integrarsi nella società.

Casi di autismo sono probabilmenteesistiti in tutto il corso della storia. Il termine ‘autismo’, tuttavia, è stato coniato solo nel 1908 dallo psichiatra svizzero Eugene Bleuler per descrivere un paziente schizofrenico che si era ritirato nel suo proprio mondo. Nel corso del tempo, comunque, il concetto di autismo e la sua conseguente definizione sono cambiati finendo con l’includere in o l’escludere da una determinata categoria/classifica certe condizioni. Il tutto continua ad essere studiato ed è, quindi, in costante evoluzione. (non  lo sapevo, grazie)

4 – Domanda da profana, sono colpiti di più i bambini o le bambine?

Secondo le statistiche vengono colpiti di più i maschi. Il motivo per cui questo accade non è stato ancora compreso né tantomeno ‘scientificamente provato’. Si ipotizza che tale differenza, ossia una percentuale di casi di autismo più elevata nei maschi che nelle femmine, possa essere dovuta al fatto che, come alcuni studi sembrano indicare, l’autismo nelle ragazze viene diagnosticato più tardi nel corso della loro vita e che tale condizione (autismo/disturbo dello spettro autistico) è più difficile da individuare nelle ragazze che non nei ragazzi in quanto in queste ultime si manifesta in modo diverso rispetto a come si manifesta nei ragazzi. Ad esempio, nelle bambine/ragazze, i gesti ripetitivi compaiono più raramente ed in linea generale le ragazze hanno interessi diversi che socialmente possono essere considerati più accettabili; tendono più facilmente a fare in modo di essere accettate, magari fingendo, simulando di adattarsi alla situazione. In alcuni casi, è stato osservato, ad esempio, che per affrontare contesti relazionali ritenuti difficili ed in cui le ragazze non si sentivano a proprio agio, queste ultime hanno avuto la tendenza ad imitare le persone che le mettevano a disagio, mentre i ragazzi, al contrario se ne sono andati o sono rimasti in silenzio. Lo studio di alcuni casi ha portato anche a rilevare che mentre i bambini/ragazzi autistici tendono a fissare affascinati determinati oggetti, allineandoli o facendoli girare in maniera ossessiva, le bambine/ragazze autistiche si limitano a metterli in ordine e a collezionarli, cosa che – anche nel loro caso (così come in quello di individui non autistici) – viene spesso visto come comportamento normale dello sviluppo. Questo può generare confusione, passare inosservato e, di conseguenza, non consentire alla patologia di essere diagnosticata. (interessante)

5 – Ho l’impressione che negli ultimi anni siano aumentati i casi di autismo. È una mia sensazione  oppure è veramente così?

Purtroppo non ti sbagli. Le statistiche mostrano che la percentuale dei casi sta aumentando ogni anno.

“Il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie (Center for Disease Control and Prevention – CDC) statunitense, solo per citare un esempio,  ha stimato che nel 2014 a 1 bambino su 68 era stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico (ASD) e che la nuova stima superava di circa il 30% la stima precedente riportata nel 2012 di 1 su 88 bambini.” (De Donato, Tommasini, 2019, p. 18)

Così come non sono state ancora identificate le vere cause dell’Autismo non si è neanche compreso appieno il motivo dell’aumento della sua diffusione. Studi e conseguente comprensione di questa patologia sono in continua evoluzione. (speriamo che se ne sappia sempre di più)

6 – Quante forme ci sono di autismo?

Ce ne sono varie, alcune gravi ed altre lievi, tra cui disturbo autistico; disturbo di Rett; disturbo disintegrativo della fanciullezza; disturbo di Asperger; disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato (compreso l’autismo atipico). Bisogna però specificare che in ogni persona l’autismo può manifestarsi in modo diverso, ad un livello diverso e creare anche condizioni diverse. Di qui la necessità che non solo questa condizione venga diagnosticata quanto prima dagli addetti ai lavori, ma che ogni intervento venga personalizzato a seconda degli specifici bisogni, delle caratteristiche e del potenziale del singolo individuo. Ciò che funziona per uno, potrebbe non funzionare per un altro. Ognuno di noi, come ho già spiegato, è un Universo a sé stante, unico nel suo genere. Questo va sempre tenuto in considerazione.

Tra i segni che potrebbero portare un genitore, o altro familiare, a comprendere che potrebbe esserci un problema troviamo

  • difficoltà dei bambini/ragazzi autistici ad interagire con gli altri
  • difficoltà a comunicare (deficit nella reciprocità sociale ed emotiva)
  • comportamenti/gesti ripetitivi, ossessivi, ritualistici
  • strane abitudini alimentari
  • infliggersi ferite (es. addentarsi le mani, sbattere la testa contro il muro)

la lista è lunga e vogliamo ricordare che determinati comportamenti sono comuni a molti individui e non indicano necessariamente la presenza di una patologia quale l’autismo che, per essere confermata come tale, deve essere diagnosticata dagli addetti ai lavori attraverso l’osservazione diretta del comportamento del soggetto in questione, bambino o adulto che sia. (per cui,  per prima cosa..andare dal medico)

7 – Secondo te, la società e il sistema sanitario sono in grado di occuparsene?

La conoscenza, anche in questo ambito, continua ad avanzare. Nonostante ancor oggi non sia stata identificata la causa specifica che determina questa condizione, si ipotizza che vari possano essere i fattori in grado di contribuire ad essa, tra cui quelli neurobiologici, costituzionali e ambientali.

Quindi, mentre la scienza prosegue il suo percorso, la conoscenza degli addetti ai lavori aumenta consentendo loro di comprendere meglio cosa fare e come, in modo tale da dare la migliore assistenza ed il maggior supporto possibili sia alle persone autistiche sia ai loro familiari.

8 – Credi che ci siano paesi in cui ci siano più casi che in altri?

L’autismo è diffuso in tutto il mondo, ma paradossalmente, si nota una concentrazione di casi soprattutto nei Paesi più sviluppati e che sono dotati, quindi, dei migliori sistemi sanitari e delle cure e dei trattamenti più avanzati. Questo aspetto dovrebbe farci riflettere ed indurci a chiederci se tutto ciò non possa essere il risultato dell’impatto che alta tecnologia, abitudini alimentari e stili di vita non sani, e che caratterizzano soprattutto il mondo occidentale e i Paesi in via di sviluppo, hanno sulla salute e sul benessere non solo umano ma anche dell’ambiente. (ammetto che un dubbio mi era venuto 🙂 )

9 – I genitori che hanno un bambino autistico, spesso sono impreparati, cosa consigli loro?

Per le ragioni che ho citato sopra, essendo ogni bambino unico nel suo genere e, quindi, ogni situazione diversa dall’altra, non è possibile stabilire un percorso che possa andare bene per tutti.

Il nostro libro, basato sulla storia di autismo di successo di Cesare avuta proprio da Giovanni Tommasini, mira ad evidenziare, attraverso la mia visione olistica e multidisciplinare in cui il particolare dà vita all’“universale”, alcuni aspetti fondamentali quali la necessità di  concepire l’autismo come ‘diversa abilità’ piuttosto che come ‘patologia’; la possibilità di lasciare che l’individuo manifesti la propria unicità e potenzialità nei modi e nei tempi a lui o lei più consoni; ed il supporto che, sotto tutti i punti di vista, può e deve essere dato ai familiari.

L’AUTISMO visto da una PROSPETTIVA DIVERSA: La storia di successo di Cesare cerca di spianare la strada ad un diverso approccio e ad una migliore possibilità di accettazione e di integrazione e ad un conseguente miglioramento dello stile di vita di chi, in un modo o nell’altro, ne è coinvolto direttamente, evidenziando che ogni iniziativa intrapresa dovrebbe essere il frutto del team work tra addetti ai lavori e familiari della persona autistica.

I vari gruppi di sostegno e/o le associazione esistenti nel settore e di cui fanno parte genitori e familiari di bambini/ragazzi autistici possono aiutare soprattutto le famiglie ad uscire dall’isolamento e, attraverso lo scambio delle esperienze, a vedere anche altre possibilità di intervento potenzialmente in grado di migliorare le condizioni di vita sia dei soggetti autistici sia delle loro famiglie.

10- Tornando al tuo libro, come è stato accolto dal pubblico, dagli addetti ai lavori e da chi vive sulla propria pelle questa difficoltà.

Pur essendo ancora lontani dalle mete che io e Giovanni ci siamo prefissi in tema di vendite, stiamo cercando entrambi di dare massima visibilità a questa pubblicazione che non si prefigge alcuna meta scientifica o medica, ma che va considerata più uno strumento sociale, educativo ed informativo che può aiutare sia le famiglie, sia gli addetti ai lavori, sia la società in generale a capire meglio e ad essere più preparata a confrontarsi, ad interagire e a prendere atto della diversità, o più precisamente della ‘diversa abilità’, delle persone autistiche che in fondo chiedono solo di essere accettate per come sono.

Il libro è stato pubblicato nel 2019 e, periodicamente, risulta tra i primi 100 libri Amazon nella categoria ‘Education’.

11 – Cosa avresti voluto che ti chiedessi e che non ho fatto?

In che modo e chi questa pubblicazione potrebbe aiutare, ma l’ho indicato io nella precedente risposta. 😉 (meglio dire sempre una cosa in più che in meno 🙂 )

12 – Cosa consiglieresti alle persone che devono interagire con chi ha questa patologia e non sanno come comportarsi?

Non voglio rivelare troppo altrimenti svelo il contenuto del libro che, invece, consiglio vivamente di acquistare e di leggere in quanto è scritto in maniera razionale e pragmatica ma, al tempo stesso, con molto amore e profonda empatia ed emozionerà ed  affascinerà il lettore. La bacchetta magica, quindi una soluzione definitiva per l’autismo, purtroppo al momento non ce l’ha nessuno. Questo nostro libro può, tuttavia, essere un ausilio per capire, in base alla storia di successo avuta con Cesare, un bambino autistico, che oggi è un uomo di circa 46 anni, cosa si può fare, quali iniziative si possono intraprendere. Spesso una situazione, pur non avendo una soluzione definitiva, può comunque essere migliorata e consentire di ‘alleggerire il carico’ a tutti, per così dire. Infinite sono le possibilità di operare, le iniziative che possiamo prendere e le attività che possiamo proporre e a svolgere con questi bambini/ragazzi e a cui potremmo non aver pensato benché siano sotto i nostri occhi. È proprio a questa ‘presa di coscienza’ e ad infondere speranza che mira il nostro libro.

13- Si parla spesso dei bambini, ma gli adulti? Per loro che possibilità ci sono di avere una vita il più normale possibile?

Come ho già spiegato in precedenza ogni caso è diverso dall’altro. Quanto prima l’autismo viene diagnosticato tanto prima si può intervenire per cercare di migliorare le condizioni di vita sia della persona autistica sia della famiglia. L’esperienza che Giovanni ha avuto con Cesare, e che è descritta nei minimi dettagli nella nostra pubblicazione, indica che miglioramenti, anche insperati, possono avvenire; che il percorso non è facile, ma che iniziative costruttive, perseveranza, coraggio ed anche tanta empatia e tanto amore incondizionato possono, nel tempo, dare i loro frutti. Così è stato per Cesare che, benché fosse stato ritenuto un caso particolarmente ‘grave’ ad un certo punto ha potuto lasciare la casa in cui viveva con i suoi genitori e trasferirsi in una casa-famiglia, obiettivo che all’inizio probabilmente non era stato neanche preso in considerazione in quanto ritenuto ‘improbabile’ se non addirittura ‘impossibile’ da raggiungere, e questo malgrado l’impegno non solo di Giovanni, ma anche di tutto il team che operava e che seguiva Cesare. (credo che per molti genitori sapere questo sia una bella cosa 🙂 )

Grazie per la chiacchierata,  l’argomento è vasto e sicuramente ho tralasciato molte cose. Se vuoi integrare tu aggiungendo qualcosa fai pure.

Tutto ciò che Giovanni Tommasini, quale Educatore, ed io in qualità di Dottoressa in Salute Olistica potevamo consigliare, approcciando l’autismo da un’ottica olistica e multidisciplinare, lo abbiamo descritto in questa pubblicazione il cui scopo è, come ripeto, quello di educare ed informare. Speriamo di cuore che il materiale contenuto possa essere letto, apprezzato e che possa aiutare anche e soprattutto le famiglie che hanno un membro autistico.

Giovanni ed io saremo felicissimi di rispondere a tutti coloro che ci contatteranno e che acquisteranno il nostro libro.

Grazie, Maria Cristina, per questa opportunità. (grazie a te per aver voluto dare qualche informazione su un argomento difficile da capire per molti di noi)

IMPORTANTE: Il materiale discusso nel presente articolo ha solo scopo informativo e non è da considerarsi assolutamente parere medico.

https://mcbuoso.wordpress.com/2020/12/22/una-tisana-con-maria-teresa-de-donato/

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