Una Tisana con … Manuela Fagone

Ciao,

oggi conosceremo una donna e una autrice che mi fa venire in mente l’arcobaleno con  i suoi colori e che mi ha molto emozionata.

Buona lettura 🙂

DOMANDE

 1 – Per iniziare dimmi dove preferisci che ci sediamo per chiacchierare con la nostra tazza di tisana e perché hai scelto questo luogo.

Ciao…Benvenuta! Ho pensato molto a dove mi sarebbe piaciuto di più farti accomodare, ma poi pensando all’intimità di questa nostra chiacchierata, ho creduto che il mio studio rappresenta il posto dove sicuramente possiamo sentirci comode entrambe. Quindi ti faccio sedere in poltrona, proprio di fronte a me. (che bello, è la prima volta che mi trovo in uno studio,  posso chiederti una foto?)

è colorato 🙂

 2 – Che tisana hai scelto e perché proprio questa?

Ho scelto una delle mie preferite, canapa e passiflora. É una tisana che ha un reale potere quasi salvifico di riuscire a rilassarmi veramente efficacemente. (non l’ho mai bevuta non sapevo che ci fossero tisane con la canapa,  l’accetto volentieri )

 3 – Se dovessi venire in camera tua, che libri troverei sul tuo comodino?

In questo periodo sto leggendo un romanzo che si intitola "Ogni cosa a cui teniamo", di K. Lonsdale. É scaricato sul mio kindle, così come la gran parte di libri e romanzi che leggo ultimamente, ed é proprio il kindle che troveresti sul mio comodino. (sei la prima a dirmi che hai un e-reader sul comodino  , così lo hai sempre in ordine)

 4 – E nella tua borsa?

In borsa c'é di tutto...Borsellino, uno grande e uno piccolo, agendina, rossetto, lucidalabbra, fazzoletti, disinfettanti per le mani, mascherine. Non ci trovi nessun libro però. I libri li trovi in vari posti a casa e allo studio, ma non in borsa. (come mai in borsa non  li tieni?)
Semplicemente perché so di non leggere quando sono fuori casa! 

 5 – Preferisci leggere in cartaceo o E-book?

Leggo in formato e-book solo per una mia comodità, relativa al mio handicap, ma il valore di un libro cartaceo é insostituibile secondo me. Amo l'odore della carta e il rumore delle pagine che si girano, e credo che il formato elettronico non potrà mai eguagliare le sensazioni che sa regalare un libro cartaceo. (posso chiederti come vivi il tuo handicap nella quotidianità? Negli anni sono cambiati le strutture che ti permettono di vivere più serenamente?)
 

Ho sempre cercato di condurre una vita quanto più “normale” possibile, anche se secondo me il concetto di normalità non esiste, e come dice la grandissima Alda Merini, “la normalità é un’invenzione di chi é privo di fantasia”. (grande donna e poetessa 🙂 )

Mi capita di osservare dall’esterno vite molto meno “normali” della mia! Mi sono adattata nel corso degli anni ai limiti e alle difficoltà, non ci faccio nemmeno tanto caso. Ci vuole più attenzione prima di andare in qualsiasi posto, per capire se é accessibile o meno, avere accanto sempre qualcuno che mi aiuti e avere a che fare con qualche sguardo in più. Non noto grandi cambiamenti negli anni, non credo che le strutture così come le mentalità si siano molto più aperte rispetto a quando ero bambina, anzi a livello sociale certe cose che inevitabilmente noto oggi da bambina non le intravedevo nemmeno, e di conseguenza non mi pesavano per niente. L’unica cosa che trovo abbia fatto progressi é la tecnologia, e per una persona con una disabilità diventa importante l’ausilio tecnologico a cui oggi é possibile appoggiarsi. (mi dispiace, pensavo che le città, le strutture e le persone negli anni avessero modificato certi comportamenti… forse manca anche una educazione in questo ambito)

 6 –  Hai mai letto i fumetti? Se si, quali? Ne hai uno che ti è rimasto nella memoria?

Certo! Non li amavo ma mi tenevano occupata quando ero piccola. Ogni settimana mi facevo comprare da mamma o papà "Poocchie", un giornaletto per bambini che conteneva alcune storielle di questo personaggio dai foltissimi capelli rosa, Poochie appunto, e che preferivo rispetto al classico "Topolino", che pure provavo ogni tanto a leggere ma che proprio non riuscivo a farmi piacere. Credo che Poochie e qualcosa del suo meraviglioso mondo tutto rosa sia rimasto nel mio cuore e ha inciso la mia vita. (non lo conosco, leggi ancora i fumetti?)
 No, non più! Oltre a non avere il tempo non sono proprio interessata e incuriosita dai fumetti!!

 7 –  Ti piace andare al cinema, a teatro? Cosa preferisci vedere? Quale è l’ultimo film che hai visto? Ti è piaciuto? E a teatro?

Oh, si...Assolutamente! Mi piace tantissimo andare al cinema e forse addirittura preferisco una serata al cinema che una pizza con gli amici. Ancora di più il teatro e in particolare adoro l'opera (quale è l’opera che preferisci?).
 
Credo la Tosca! Ma te lo saprò dire con certezza dopo che avrò visto anche "Rigoletto", che da tantissimo tempo desidero vedere. (buona visione 🙂 )
 
Sia al cinema che al teatro sicuramente l'ultima volta che ci sono stata, é stato prima della pandemia...Abbastanza prima, nel caso del teatro, in quanto purtroppo, ahimè, vivendo in un piccolissimo paese dove non c'é un teatro, le possibilità di andarci sono sempre piuttosto scarse e ridotte. L'ultima volta che sono andata  a teatro mi trovavo a Roma e con una zia andammo a vedere "La cavalleria rusticana" che proposero insieme a "I pagliacci", nella stessa serata; quelle che però mi rimarranno nel cuore sono "La Tosca", mia prima opera vista a teatro e "La traviata", entrambe viste con mio padre, mio accompagnatore preferito per andare a teatro, in quanto la passione é condivisa. L'ultima volta che sono stata al cinema invece, ero con mio fratello e abbiamo visto "Resta con me"...Bellissimo. Coinvolgente e impressionante. Sono una che per una serie di dinamiche mie che conosco bene, tendo molto a controllarmi e questo di conseguenza mi porta a non concedermi di lasciarmi andare facilmente o abbandonarmi a manifestazioni di pianto, compreso al cinema; ma da qualche anno ho leggermente bypassato questo che vivevo come un limite, e con alcuni film, compreso quest'ultimo, mi sono concessa il privilegio di commuovermi. (grazie per la condivisione :))

 8 –  La TV la guardi? Cosa? Ci sono serie TV che segui? Una serie TV che hai visto quando eri più giovane e che ti è rimasta nel cuore.

Si, assolutamente si! Una compagnia assolutamente piacevole per me la tv, é da sempre stato così! Da piccola vedevo i cartoni, "Fantastico" il sabato sera sul divano con la mia famiglia, e poi il festival di Sanremo era un vero e proprio cult, dal quale poi credo sia sviluppata la mia passione per il canto. La serie che seguivo da adolescente era "Saranno famosi", mi piaceva tantissimo ed era un appuntamento quotidiano al quale non rinunciavo per niente. Crescendo la televisione é rimasta comunque tra i miei passatempi preferiti, ovviamente quando ho tempo e quindi prevalentemente la sera, ma a volte anche come sottofondo mentre faccio qualcosa di non particolarmente impegnativo. Spazio dai film impegnati, alle fiction, dai reality, ma solo se comincio a seguirli dall'inizio, agli spettacoli in prima serata. Ultimamente mi sto facendo prendere abbastanza dai programmi sulla cucina che danno su sky, e li seguo molto molto volentieri, tipo MasterChef, Bake off Italia, cose di questo genere. Mi rilassano tanto e mi sento entusiasta ad impegnarmi la serata quando sono in programma, o quando decido di vederli, nel caso ne ho registrati o accumulato qualche puntata. Tante volte mi sono ripromessa di appassionarmi a qualche serie, ma finora, a parte una qualche anno fa, sulla storia di Master & Jhonson, i due fondatori della sessuologia, non ho trovato nulla che mi ha preso, o forse non mi sono lasciata prendere io...Ma l'intenzione c'é ancora tutta. (neppure serie italiane?)

Più che serie, mi piacciono molto e seguo alcune fiction italiane, come “Il paradiso delle signore” tutti i giorni, e “A un passo dal cielo” che aspetto come appuntamento annuale. ( 🙂 )

 9 – Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e perché.

L'esordio vero e proprio, quello ufficiale, coincide con la stesura del mio primo libro, la mia creatura, come mi piace definirla, ma la passione per scrivere é nata con me.  Ho accumulato esperienze e panoramiche diverse nella mia vita, e mi sono ritrovata tante volte a dire, "Devo scrivere un libro!", forse per un bisogno di esprimere qualcosa di me che non potevo tenere chiuso. E ricordo che mia madre era quasi divertita di questa cosa e per me i suoi sorrisi erano consensi ed approvazione, fin quando il mio bisogno é diventato voglia, e quando mia madre é venuta a mancare gliel'ho promesso. (mi dispiace 😦 eri piccola?) 
 
No, piccola no ma ero molto giovane, avevo 27 anni. (ti abbraccio forte)
 
Ho iniziato quasi subito a lavorarci ma forse non era il momento giusto. Ho continuato a percorrere la mia strada ma soprattutto ho continuato a credere che la vera forza é la voglia, e la mia voglia era quella di raccontare una vita, ma non semplicemente fatta di fatti ma fatta di emozioni, e tutto questo era spinto dalla voglia ancora più grande di mantenere quella promessa fatta a mia madre. Personalmente credo che nel momento stesso in cui ci si appresti a scrivere, per quanto si voglia raccontare qualcosa di reale, avviene comunque una sorta di alienazione dalla realtà. Nel mio caso posso dire che riesco a trovare scrivendo, il canale per esternare e conoscere sicuramente le mie emozioni, e così scrivere diventa per me terapeutico, liberatorio, diventa un impegno che mi fa sentire viva, diventa catartico, appagante, essenziale.  (hai un  posto particolare dove ti piace scrivere? 
 
Un posto particolare credo di no, più che altro mi piace scrivere quando mi sento rilassata e tranquilla, possibilmente sola e senza intralci e disturbi.
(ti capisco)

10 – Come mai hai scelto questo genere di scrittura?

Sei una persona forte e piena di interessi, ma so che non è facile per te perché hai un handicap fisico, se non sono indiscreta, ti va di parlarcene?

Sono forte si, ma poi sono anche tanto fragile, e crescendo e con gli anni le mie debolezze sono emerse sempre più a galla, così come tante paure che hanno preso il posto dell'incoscienza che mi caratterizzava quando ero più ragazza, insieme alla spensieratezza. Ho una forma di distrofia muscolare, diagnosticata quando ero molto molto piccola, per cui naturalmente non ricordo. Sono sulla sedia a rotelle (come puoi vedere), e non sono autonoma, ogni movimento richiede per me l'aiuto di qualcuno. L'esordio e come ho vissuto la mia malattia, il mio handicap, non é il tema principale, ma é discusso e affrontato tanto nel mio libro; quello che posso aggiungere adesso é che non mi sono mai arenata alla mia disabilità, io sono altro dalla mia malattia. (non pensavo fosse così grave, e che facesse parte della tua vita da così tanti anni, ti faccio tanto di capello, non so se io sarei stata altrettanto brava)

Sei laureata in psicologia e specializzata prima come sessuologa e poi come psicoterapeuta con indirizzo cognitivo comportamentale. Cosa ti ha spinta a prendere questa strada lavorativa?

Dicevo che volevo fare la psicologa già da bambina, in tempi non sospetti, quando nemmeno sapevo cosa fosse la psicologia. Ho seguito una predisposizione mia che é quella di saper ascoltare, che poi si trasforma in desiderio di sostenere, o accompagnare chi si rivolge a me nel corso di un processo di nuove consapevolezze e cambiamenti. (Immagino la tua soddisfazione quando sei riuscita a laurearti, come ti sei sentita il primo giorno che è arrivato il tuo primo cliente?)
 

Me lo ricordo come se fosse oggi! E anche in quel caso c’é stato lo zampino di mia madre, come in tutte le svolte e i passi importanti della mia vita, perché io dopo la laurea mi sentivo confusa, spaesata e disorganizzata, oltre che estremamente insicura. Ma lei mi dava fiducia invogliandomi continuamente a lanciarmi. E quando é capitata la mia prima paziente, mi sono messa alla prova ma volevo superare la mia confusione, sentivo un forte senso di responsabilità ma allo stesso tempo ero tranquilla. E la soddisfazione é stata talmente grande, anche più della laurea stessa, che ho sentito crescere dentro un valore verso me stessa che ancora non avevo mai sentito e che quindi mi era sconosciuto. (brava)

Ti va di spiegarci cosa sarebbe psicoterapeuta con indirizzo cognitivo comportamentale?

La terapia cognitivo comportamentale é un tipo di terapia funzionale che si basa sul "qui ed ora", cioè sul momento presente che vive il paziente che arriva a chiedere aiuto. Essere psicoterapeuta cognitivo comportamentale significa trovare, insieme al paziente, una correlazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, e successivamente identificare gli schemi e gli stili che generano e mantengono il malessere emotivo, imparare a riconoscerli nel momento in cui si attivano e costruire nuove prospettive e nuove reazioni fatte di pensieri e comportamenti più utili. (mi sa che ti consulterò per i miei personaggi)

Mi farebbe davvero tantissimo piacere! (attenta… che  ti chiamo 🙂 )

Queste tue specialità lavorative ti vengono in aiuto quando scrivi?

Credo che forse l'unica cosa che in un certo senso posso definire "aiuto", sia quella sensibilità che contraddistingue la mia professione, l'acutezza nel descrivere gli avvenimenti o le situazioni, mettendo sempre l'accento sulla profondità interna, e cogliendo la sottigliezza di ciò che in superficie non si rileva. 

Chi ti è vicino cosa pensa di questa tua passione verso la scrittura?

Chi vive con me sa bene quanto é importante per me scrivere, sicuramente può capire cosa rappresenta, di conseguenza non possono che condividere le mie gioie a riguardo e le mie soddisfazioni. Mi osservano, mi apprezzano e me lo dimostrano, mi ammirano, non mi intralciano in nessun modo, anzi...Chi invece non conosce realmente Manuela rimane quasi indifferente, senza partecipazione ovviamente, e io lo sento tutto quel disinteresse, dispiacendomene anche un pò. Tutto l'appoggio, il calore, il "tifo", capaci di regalarmi le gratificazioni più grandi, li sento arrivare invece da quello che mi sembra come una sorta di fan club personale e mi diverte chiamarlo così, dove c'é chi magari non avrei nemmeno immaginato, eppure riesce a cogliere l'essenziale per sostenermi, stimarmi e incoraggiarmi, esattamente come fa tanto bene al mio cuore. (sono super felice per te)

11 – Hai un genere che preferisci leggere quando ti vuoi rilassare? Un autore che preferisci in particolare op. no.

Recentemente mi é capitato di leggere alcuni autori, che non conoscevo prima, e conseguentemente mi sono riproposta di continuare a leggere trovandomi piacevolmente interessata, al punto che sento come se mi avessero stimolato la voglia di scrivere. Leggendo Ammaniti e Mazzantini tra quelli italiani, e Jojo Moyes, mi sono ritrovata particolarmente, forse nello stile, anche se io non credo ancora di poter decifrarne uno mio. Posso dire che apprezzo questi scrittori perché non solo preferisco il modo di scrivere ma anche le tematiche e il modo di affrontarle. Ad ogni modo, quando io leggo il mio obiettivo é rilassarmi, riposarmi, concentrare la mia attenzione su qualsiasi cosa purché non sia estremamente impegnativa, possibilmente che mi dia uno slancio per proiettare la mia mente altrove, dove posso coinvolgermi ed entusiasmarmi. Preferisco i romanzi, le storie che con naturalezza mi smuovono qualcosa dentro e magari mi lasciano un segno, che possa ricordare nel tempo, come é successo per "E l'eco rispose" di K. Husseini, o anche "Finchè le stelle saranno in cielo" di K. Harmel, o ancora "Volevo solo averti accanto" di R. H. Balson. (ne hai uno nel cuore in questo momento?)
 

Forse proprio “E l’eco rispose”

12 – Immaginiamo che questa sera ti venisse offerto di andare ad assistere ad un incontro con un autore a scelta può essere vivente o no, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, chi vorresti incontrare e perché?

Non so dirti perché, e nemmeno se c'é un motivo, ma ad istinto il primo personaggio che mi é venuto alla mente é stato Shakespeare...Niente popó di meno che lui! L'arte del genio incompreso mi ha sempre affascinato. O forse quello che ritengo io incompreso, perché in fondo credo che ci sono sfumature che molti o anche la maggior parte non può cogliere, e quindi probabilmente questo desiderio racchiude un'illusione tutta mia di poterci riuscire. (e cosa gli chiederesti?)
 

Lo lascerei libero di scegliere e parlare di quello che vuole, senza domande particolari. Forse l’unica cosa su cui mi soffermerei potrebbe essere se e quanto di personale c’ha messo in “Romeo e Giulietta”, e quindi lo inviterei a parlarmi di cosa lo ha realmente fatto sentire ispirato. (mi sa che vengo a conoscerlo 🙂 , un paio di domandine le avrei anche io)

13 – Immaginiamo adesso che potessi invitare qualcuno qui con noi a bere una tazza di tisana, chi inviteresti e perché?

Non ho dubbi...Mi piacerebbe tanto che ci fosse Ida qui con noi in questo momento. Ida é l'amica che sento più vicina al mio cuore in questo periodo, un'amica ritrovata, o forse non proprio ritrovata perché é probabile che non ci siamo mai trovate come adesso. Abbiamo frequentato le scuole medie insieme, ma non abbiamo mai avuto un vero rapporto. Poi la vita ci ha completamente e forse inevitabilmente separate e fatto perdere; non potevamo immaginare che aveva un progetto su noi e che in questo progetto ci saremmo unite in una maniera autentica e genuina. Ida ha letto il mio libro ed é stato questo che ha fatto da ponte tra noi. Sento forte il suo sostegno, la sua partecipazione, il suo fortissimo calore, nonostante la grande distanza che purtroppo ci vede lontane; e quotidianamente riesco a vivere quell'affetto che può sancire una bellissima amicizia, capace di riempire il mio cuore. Lei dice che abbiamo tanto da recuperare per tutti gli anni persi in cui non ci siamo vissute, ma io voglio credere che tutto quello che deve venire e che ci apprestiamo a vivere insieme, non ci farà rimpiangere nemmeno un secondo di ciò che ormai é passato, perché sarà talmente bello e compensatorio che ci farà sentire entrambe grate e colme di bene e di gioia da condividere, assolutamente. E poi Ida é un pò come me, "una da tisana", e io ce la vedo proprio in questo contesto... (che bello,sono super felice per  te, hai una foto con voi due assieme?)
Purtroppo no e non immagini quanto mi dispiace, ma ovviamente é non solo un obiettivo ma sicuramente una delle primissime cose che faremo appena ci vedremo la prossima volta.

14 – Immaginiamo di essere ad una festa in costume, quale abito o maschera vorresti indossare e chi vorresti che ti invitasse e che ballo vorresti fare con lui o con lei?

Vorrei indossare lo stesso abito che indossava la principessa Sissi al suo primo ballo da imperatrice. Mi immagino esattamente nello stesso contesto, e non faccio alcuna fatica a far emergere tutto il mio lato romantico, incantato e forse anche "bambinesco", che ama la meraviglia di tutto ciò che é principesco, e vuole persino credere nelle favole. Mi vedo conversare con la giovane principessa Sissi, in uno di quei sontuosissimi divani della reggia di Schömbrunn, e non mi immagino ovviamente di danzare con lei, e nemmeno di prendere il suo posto per un ballo col principe Francesco Giuseppe...Questo no...Faccio sempre un pò fatica ad immaginarmi ballare. Credo però, che se proprio dovessi spingere un pò di più sul motore della mia fantasia, chiudo gli occhi e vedo un attore che amo e che mi piace oltre modo, Jude Law, avvicinarsi a me, in tutta la sua bellezza e meravigliosamente in smoking, prendermi prima la mano e poi tra le sue braccia, e guardandoci fisso negli occhi, iniziare quel ballo e quel sogno che sa di incanto. (che bello  )

15 – Ami gli animali?  Ne hai uno?  Vuoi postare una sua foto? Chi comanda, lui o tu?

Mi sono sempre piaciuti sia i cani che i gatti, ma non li ho mai amati fino a quando non li ho avuti con me. Adesso che sono "mammina" di due piccole gioie, Romeo e Camillo, che non riesco nemmeno a chiamare cani, li sento davvero come due figli per me, e questa cosa mi riempie il cuore e la vita. (ti capisco, io ho una gatta di nome Maya) Romeo é un chihuahua di 12 anni, che ha il mio stesso carattere, ne ha passate tante nella sua vita ma non si é lasciato schiacciare, ha combattuto ed é tanto piccolo quanto forte; é sensibile a modo suo, attento, impavido, coraggioso, furbo, autonomo e persino le coccole se le prende quando vuole e dice lui. 
Camillo é suo fratello, un barboncino di 4 anni, amico - nemico, l'opposto di Romeo a livello caratteriale. Ogni atteggiamento di Camillo parla di tenerezza, lui ruba coccole e carezze anche quando cerchi di mantenere più un controllo sulla tua fermezza...É quasi impossibile con Camillo. É giocherellone, fifone, coccolone. In teoria comando io, ma nella pratica posso dire che a seconda dei momenti nella giornata e nel rispetto degli spazi e dei tempi di ciascuno, c'é un tacito accordo che li vede comunque entrambi esercitare una forte influenza anche sul comando generale. (ehehehe)
 

16 –  Passiamo a parlare dei nonni. Che rapporti hai con loro? Ci sono ancora? Se no, cosa vorresti potergli dire se avessi la possibilità di avere 5 minuti in loro compagnia? Se invece sei fortunata e li hai ancora tutti … dove vorresti potarli in gita e perché?

Cinque minuti sarebbero troppo poco per dire, chiedere o vivere uno spazio con i miei nonni. Avendoli persi tutti e da troppo tempo, (mi dispiace L ) sono veramente tantissimi i pezzi della mia vita in cui non ho avuto la fortuna di averli accanto, però in tutto questo tempo mi piace pensare che non si siano persi niente di me e che abbiano tutti e quattro partecipato alla mia vita, ognuno con il suo inconfondibile modo. 
Mio nonno Carmelo, papà di papà, é morto ancor prima che io nascessi per cui non l'ho mai conosciuto; continuo da sempre ad immaginarmelo così come un mio rapporto con lui, ma sento forte che non sarebbe affatto difficile trovare un legame con lui, e così nei cinque minuti a disposizione gli chiederei semplicemente se anche lui sente le stesse cose che sento io. Tutti i miei nonni forse, a causa della distanza, poiché tutti stavano in Sicilia, la dove io sono nata, non hanno potuto fare tanto i nonni con me e di questo me ne sono dispiaciuta maggiormente quando ne ho preso consapevolezza, piuttosto che quando ancora erano in vita. I cinque minuti con nonno Nino, papà di mamma, li trascorrerei nella sua campagna sicuramente, é li che lo porterei, certa che in quel posto e in quel contesto sarebbe capace di esternare tutto ciò che altrimenti non riuscirebbe forse nemmeno a sentire, e potrei vivere la parte più vera di lui e le sue emozioni più profonde, anche quando oserei chiedergli se si sta prendendo cura lassù, della mia mamma, la sua Mariuccia. Con nonna Teresa, mamma di papà, rimarrei in silenzio e preferirei ascoltare qualsiasi cosa voglia dirmi lei, rimarrei ad osservarla per tutti i cinque minuti, nella sua solita poltroncina, e attraverso le sue espressioni, anche le più indecifrabili, proverei a tirare fuori tutta la dolcezza di cui ancora sento di avere bisogno da lei e che forse non sono mai stata capace di sentire. E poi, gli ultimi cinque minuti sono per nonna Angelina, mamma di mamma, e a lei offrirei quella parte di cuore mio che non le ho mai mostrato, quell'aspetto di me che difficilmente faccio venire fuori. La porterei sicuramente ad un concerto di Gianni Morandi e le chiederei di regalarmi quella sua inconfondibile e indimenticabile risata senza fiato, che al solo sentirla scatenava a sua volta una grandissima risata collettiva. Poi provando ad abbracciarla, le direi di confermarmi quanto siamo simili: piccoline, minute ma dal cuore enorme e dalla forza che non si può descrivere, ma solo sentire e vivere. (grazie per avercele fatte conoscere)

17 – Stessa domanda ma rivolta ai tuoi genitori.

Questa é ancora più complicata e non saprei davvero da dove cominciare. Mamma se ne é andata troppo presto (ti abbraccio forte), seppure non può esistere secondo me, un momento ideale per cui un figlio può sentirsi pronto ad essere lasciato da un genitore, da una mamma. Avevo promesso a mamma che sarei riuscita a scriverlo quel famoso libro che dicevamo da sempre, e mi sento un po’ orgogliosa nell'avere mantenuto fede alla promessa fatta. Ho raccolto i passaggi della mia vita partendo dalla sua e nel mio libro c'é tutto di lei, la sua essenza, i suoi colori che poi sono arrivati a me, la sua energia. Ma un libro non può bastare a riportarmela qui, per quanto io l'abbia sentita forte accanto a me mentre scrivevo e la concretizzavo, un libro non può contenere la bellezza e l'importanza di quei momenti che mai potremmo vivere vicine, occhi negli occhi e mano nella mano, momenti che ci sono stati sottratti, forse rubati, da un destino avverso, che forse lei ha accettato prima di me e che solo lei può aiutarmi a comprendere. E a proposito di quei momenti allora, ricorro ancora una volta alla mia fantasia perché solo così posso crearne uno meraviglioso insieme a lei. Ci vedo fare una fantastica crociera! Si, proprio una crociera, perché la crociera è la nostra vacanza ideale, perché proprio durante una crociera fatta, esattamente nel 2005, io e mamma abbiamo scoperto un legame nuovo tra noi e ci abbiamo costruito una complicità matura, da donne (che bello, ho i brividi). Quella complicità che non conosce separazione, che mi ispira tuttora, che mi fa credere di fare la stessa cosa che avrebbe scelto di fare anche lei, decidere qualcosa che non la deluda ma anzi magari la renda sempre un po’ fiera di me, sorprenderla con quegli slanci propositivi che sicuramente erano tipici suoi e che io ho solo da imparare ancora...(hai una foto della vostra crociera?)
 
Come l'idea di questa crociera immaginaria, che ci vede assolutamente da sole, senza gli uomini, e che ci porta ad Amsterdam, per vivere quell'incanto che tantissime volte abbiamo immaginato insieme. Mi è rimasto papà! La mia colonna, il mio protettore, colui che se mi volto c'è, colui che basta che mi prende per mano e sento che va tutto bene e in quell'istante la mia grazia è tutta lì. Con papà andrei ovunque ma farei decidere a lui, solo per vedergli brillare gli occhi, che da troppo tempo non vedo brillare più. A me basterebbe anche solo andare in giro con la macchina con lui, per quelle stradine che possibilmente conosce solo lui, di giorno o di notte, con il sole o con la pioggia, tanto guida lui ed io mi sento più che sicura. So che per rivedere in papà quell'entusiasmo che mi manca terribilmente, ci vorrebbe un bellissimo posto di montagna...E allora è lì che lo porterei! In una piccola località del Trentino, che per lui ha un valore inestimabile, il valore dei ricordi legati alla sua giovinezza, laddove mi piacerebbe tanto che si rivedesse, per poi poterlo vedere anch'io. Con quell'atmosfera che solo la neve sa creare, sono certa di ritrovare quello spirito di papà che mi faceva credere che la sua soddisfazione di padre è pari alla mia gioia di essergli figlia, che le cose belle sono fatte per essere vissute senza limiti e senza tempo, e che anche la sua stanchezza non può sovrastare il suo piacere di starmi accanto da sempre e rimanerci. (grazie e se hai una foto di questo luogo o di te insieme a tuo papà..)

18 – Cosa pensi dell’amicizia maschile e al femminile? Hai una amica o amico del cuore?

Ci devo credere, perché la vita mi ha regalato un amico, a prova di tempo, situazioni e distanze. Siamo stati bravi entrambi, Mario ed io, a curare e proteggere la nostra amicizia, a esserci l'uno per l'altro nonostante tutto, a non confondere mai una cosa, un sentimento, una situazione, seppure comparsa e vissuta, con un'altra, e abbiamo capito che tutto può essere una parentesi che si apre e si chiude, ma l'amicizia no. Credo a tutti i colori dell'amicizia come dell'amore, in fondo al mio cuore riconosco anche il nome della mia migliore amica donna, quel nome che ho sempre ritrovato, anche quando la vita e soprattutto le innumerevoli incomprensioni ci hanno remato contro, senza l'impegno da parte nostra ad essere più forti e sfidare tutto per noi. La vita mi ha dimostrato che tra uomo e donna c'è più verità, ma non mi piace generalizzare ed estendere la mia esperienza come regola universale; ogni storia è sicuramente diversa da un'altra e ognuna porta la sua esperienza unica. E sulla base di quello che ho sempre visto troppo dall'esterno, credo in quel valore aggiunto che solo il variegato mondo femminile è capace di scambiarsi; ci credo anche se non lo vivo, così come credo che tra donne ci può essere tanta coalizione come tanta rivalità, poiché solo l'universo femminile riesce a far coesistere due estremità opposte nello stesso cuore. (pensieri profondi)

19 – Se potessi scegliere un’epoca in cui andare con la macchina del tempo, dove vorresti andare? E perché?

Senza ombra di dubbi, nel Rinascimento. Mi è capitato spesso di pensarci e provare a capire come sarebbe stato vivere un'epoca in cui tutto ciò che nell'era attuale è scontato e accessibile, una volta non era nemmeno concepibile. Un'epoca che doveva necessariamente evolvere e progredire, che nella semplicità si mostrava sofisticata e a tratti persino eccessiva. Mi affascina l'idea di cambiamento che maturava un modo nuovo di considerare il mondo e persino l'uomo, che è preludio di tutta un'altra serie di cambiamenti, che altro non è che l'anticipazione di un periodo che già da allora voleva e poteva definirsi moderno. Più volte ho pensato che una parte di me appartenga proprio all'epoca rinascimentale; il gusto, lo stile, il piacere per il rinnovamento sotto ogni forma di espressione. (e in quale città ti sarebbe piaciuto vivere e perché?)
 

Madrid, semplicemente perché in Spagna mi sento accolta, mi sento a casa o anche qualche paese sempre della Spagna, tipo Mursia, dove non sono mai stata ma che al solo immaginarlo, nel presente ma anche nel passato, mi stimola una viva curiosità e mi affascina moltissimo. (ci sono stata a Madrid con una amica anni fa…bellissima J )

20 – Quale libro vorresti scrivere domani?

Un libro completamente diverso da quello scritto in precedenza! Una storia intricata, intrisa di pathos e mistero, complicata ma scorrevole, che faccia venire voglia di un seguito, tipo una trilogia, che rimanga incisa nei ricordi come "quel libro che mi ha cambiato il modo di vedere e vivere certe cose". (allora comincia a scrivere  )
 

L’ intenzione c’é tutta, anche qualche idea, ma al momento anche un pò di confusione che voglio assolutamente superare.

21 – Se dovessi fare un regalo ai tuoi lettori,  cosa faresti e perché?

Credo che se ne avessi la possibilità regalerei tutte le emozioni che ho provato io mentre scrivevo il mio libro, come mi sentivo durante quelle lunghe notti dell'estate scorsa, quando portavo fuori tutto ciò che avevo dentro, trovando allo stesso tempo il mio modo per canalizzare un dolore troppo grande. Regalerei poi la mia stessa soddisfazione, che sento proprio grazie alla realizzazione di questo mio sogno. La scelta è ardua, perché mi trovo combattuta tra ciò di cui in cui in questo periodo ho veramente tanto bisogno e ciò che desidero da tantissimo tempo. Su una cosa sono certa però, parto sicura perché sulla scelta del mio compagno di viaggio non ho dubbi, é il mio compagno di vita preferito, mio fratello, Tato mio. L'angelo che mi ha lasciato mia madre, che mi ha fatto trovare già alla mia nascita, che si é preso il mio mondo e c'ha costruito il nostro, il mio rifugio, la mia completezza, colui che non solo mi stringe forte e mi prende le mani ma non me le lascia mai. Mi piacerebbe tanto utilizzare l'offerta di viaggio per ritornare la dove siamo stati già per ben due volte e ci abbiamo lasciato un pezzo di cuore. (hai la foto) 
Una località termale in Svizzera, nel cantone vallese, che sicuramente, proprio come è stato le altre volte, sarebbe lenitivo dei nostri stress, raccoglitore di tutto ciò che stiamo vivendo e solo lì forse riusciremmo a depositare, nella maniera più giusta per entrambi. E poi, dall'altra parte ho quello che batte forte come un desiderio grande, quello di tornare in Spagna, la "mia" Spagna, quella che sento dentro e trovo sempre in quell'angolo di cuore dove vibrano le emozioni più piacevoli. 
L' offerta di viaggio da fare subito la girerei a lui e se solo potessi davvero, sarei io questa volta a prendermi cura di lui, e non come faccio solitamente, malgrado le tante difficoltà, malgrado le mie cure non possono mai equiparare quelle che lui ha verso di me. Mi prenderei cura di lui efficacemente, con la consapevolezza che solo i suoi occhi potranno dirmi se sono riuscita a farlo felice. Lo porterei con me per la prima volta a Madeira, tante volte nominata e immaginata. Credo che di quell'isola riusciremmo a viverne l'incanto e la meraviglia, con la pace che troppo spesso nell'ultimo periodo manca a lui e contrariamente a quanto crede, di conseguenza manca a noi. Un viaggio di assestamenti e allo stesso tempo di resettaggio generale, dove lui riesca a ritrovare principalmente la voglia di sorridere di gusto, non i motivi ma la voglia, dove le risate sostituiscano le lacrime, per restituirgli anche e soprattutto la voglia, l'entusiasmo e la forza di volare. Sarebbe un viaggio stupendo, tutti i nostri viaggi lo sono ma questo ancora di più, perché mio fratello ritroverebbe, oltre i traguardi e gli obiettivi, i suoi sogni che fanno da vela al cuore, e grazie a quelli trovare tutta l'energia per costruire, realizzare tutta la positività che lui é, spingere sull'acceleratore della sua straordinaria vita, con me sempre accanto...Perché solo insieme noi possiamo essere indistruttibili e possiamo essere felici.  (che bello, mi sono emozionata)

22 – In chiusura, cosa pensi di questa nostra chiacchierata e cosa avresti voluto che ti chiedessi?

Credo che come al solito parlo troppo, sono logorroica, ma poi credo anche che non potrei essere diversa e che mi ha fatto un piacere enorme dire così tanto di me. (non sei logoroicaaaaaaaaaaaaaaaaaa è stato un  piacere conoscerti 🙂 )

24 – Se vuoi lasciare il link del tuo libro e copertina, se vuoi aggiungere qualcosa per farti conoscere un  po’ di più, puoi farlo.

……………….

Grazie, spero che anche per voi sia stata un incontro piacevole, se vi è rimasta una curiosità o una domanda che avreste voluto che fosse stata fatta… scrivetemela e… magari ci sarà un seguito.

Alla prossima 🙂

MC

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