Alberto Rizzi

Anche questa intervista è datata, purtroppo non sempre abbiamo interventi pronti, siamo quindi costretti a ricorrere a vecchie interviste, pur sempre valide. Questa è stata rilasciata a febbraio di quest’anno.


Testo tratto da intervista di Michele Paoletti a Alberto Rizzi il 22 ottobre 2019

M.P.: In Derive senza approdi si percepisce invece la necessità di cogliere il senso del nostro andare, di soffermarci nel silenzio in profondo ascolto con la natura. In basso/lo spacco nel betòn/mostra traccia d’erba/impronta che convien seguire/fino a tornare dentro/Dentro.

Sono versi che prendono in considerazione la distanza formatasi in questi ultimi tre secoli tra uomo e natura. La soluzione che propongo è quella di mettersi in ascolto con la natura, cercare di comprenderla di nuovo attraverso il continuo viaggiare sul piano fisico. Questo ci porterà necessariamente a guardarci dentro; e dovrebbe permetterci di proiettare poi quello che abbiamo dentro in maniera etica sull’esterno.

È un pensiero quasi alchemico, come trasformare il vil metallo in oro: un’operazione possibile, solo a patto che chi ci si impegna, trasformi se stesso in parallelo con l’esperimento che sta compiendo. Occorre recuperare questa sorta di dialogo. La natura degradata è lo specchio dell’uomo moderno.

M.P.: Chiudo chiedendoti, se vuoi, di raccontarci qualche progetto futuro.

A livello poetico ho cinque/sei progetti attivi. “Mappe polesane”, in pratica già terminata, è una raccolta che investiga il territorio della Provincia di Rovigo tramite la poesia. Poi ce ne sono altre, a vari stadi di finitura.

Adesso sto pensando, a seguito di “Poesie dell’uccidere in volo”, di scrivere una raccolta sulla II Guerra Mondiale: ancora una volta non sarà una raccolta “civile” ma vorrei ugualmente contenesse paragoni, riflessioni sulla vita attuale. Però ho appena incominciato a buttare giù non più che un’ossatura di versi.

Nato nel 1956 ad Arco di Trento, architetto, Alberto Rizzi inizia ad operare nella seconda metà degli Anni 70 nella pittura astratta, prima, ed allargando poi i suoi interessi ad altri campi dell’arte visiva e della scrittura. Abita a Lendinara (RO), e per campare insegna Storia dell’Arte in un Comune della stessa Provincia.
È nel corso dei primi Anni 80 che si avvicina alla poesia, ma solo dal 1991, grazie ai canali apertisi con l’Arte Postale, entra in contatto prima con fanzines e poi con riviste disposte ad ospitare i suoi lavori: inizia così un lungo periodo di testimonianza poetica che trova spazio anche in letture, presentazioni, ecc.. Quando l’autore si rende conto che con la scrittura riesce a raggiungere un pubblico maggiore con minor dispendio di mezzi, tempo ed energie rispetto all’arte visiva, nel giro di alcuni anni (alla fine dei Novanta) si ritira da quella, per dedicarsi quasi del tutto alla poesia.

Secondo Mauro Ferrari – quasi l’unico critico che ne abbia seguito l’attività – è uno dei migliori esempi in Italia di “autore sommerso”: espressione con la quale identifica quegli autori, che vengono ignorati dal sistema della cultura italiano; sistema gestito perlopiù secondo regole mercantili e clientelari. A parte riviste e fanzine italiane e straniere e accanto a una ventina di raccolte autopubblicate (l’ultima delle quali “Derive senza approdi” risale allo scorso anno) vi sono cinque lavori pubblicati da piccoli editori indipendenti e comunque non a pagamento; purtroppo di esse solo “Poesie incitanti all’odio sociale” (uscito per la Puntoacapo Edizioni di Novi Ligure nel 2008) risulta essere ancora reperibile sul mercato. Gli altri (Opera prima: Non voglio morire a Rovigo, Ed. Calusca, 1994; Poesie, Ed. Progetto Siderurgiko, 1998; Piccola trilogia nera, Ed. Criatu, 2000); L’armadio cromatico, Ed. L’Archivio della Memoria, 2000) non lo sono più da tempo. Vi è inoltre una decina di antologie nelle quali è stato inserito; le ultime sono Antologia ecologica minima, che raccoglie un certo numero di liriche il cui tema è il rapporto uomo-natura; realizzata nel 2013 all’interno di una Collana che raccoglie prestigiosi autori a livello internazionale (fra i quali G. Lawless, N. Sakaki, J. Koller), richiedibile presso l’editore: Lato Selvatico – Str. Digagnola n. 24 – Portiolo (MN); Word Poetry Yearbook 2014, realizzata l’anno dopo con fondi UNESCO a Pechino; Una distanza immane, Ed La Linea dell’Equatore 2019. Negli ultimi tempi anche alcuni siti hanno iniziato a dargli spazio; ricordiamo: “I Poetineranti”“Perigeion”VersanteRipido”“Margutte”; e “LaRecherche”, il quale gli ha recentemente pubblicato la raccolta Poesie dell’uccidere in volo (da lui ripubblicata in proprio nel 2015) come e-book gratuito, al n. 208 del proprio catalogo.

Oltre alle più che 20 raccolte realizzate (e perlopiù autopubblicate), durante il periodo che va dall’89 al ’93 è significativo il suo apporto ad una fanzine di poesia, poesia visiva e performances, che gli permette di acquisire buona parte dei contatti anzidetti:“The Mouth”(questo il titolo del periodico), fondata e curata assieme al Mail Artista adriese Alessandro Ceccotto.


by Roberto Roganti


Se vuoi partecipare:


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: