HardBoiled: Baretta

Baretta, Stati Uniti, 1975 / JoSwerling jr.

Solitario, abilissimo nei travestimenti, dalla vita piuttosto movimentata oltre che perennemente in rotta con i suoi superiori, Tony Baretta (Robert Blake) è un poliziotto italoamericano decisamente fuori dagli schemi.

Poco ortodosso e dotato di un personalissimo sense of humour, dall’aspetto trasandato e lontano dai classici prototipi di detective e poliziotti proposti sul piccolo e grande schermo, gira in t-shirt e jeans, spesso con uno stuzzicadenti in bocca. Il mondo che frequenta è quella della criminalità di strada: spacciatori, prostitute, informatori (come il detective Toma, protagonista della serie a cui s’ispira Baretta), fa del travestimento uno dei suoi punti di forza nella lotta al crimine. Vive in un alberghetto con un pappagallino bianco di nome Fred. Forse un po’ troppo personaggio (un po’ come il tenente Colombo, l’ispettore Derrick o il Maigret interpretato da Gino Cervi; tanto che talvolta la soluzione del singolo caso passa decisamente in secondo piano di fronte a tic, manie e pittoreschi personaggi di contomo), Tony Baretta piaceva molto soprattutto ai giovani per il suo anticonformismo oltre che per la sua ironia.
Può essere curioso ricordare che questa serie venne messa in cantiere in fretta e furia dopo che Tony Musante comunicò ai produttori che non avrebbe continuato Toma per un’altra stagione. Non potendo affidare il ruolo del protagonista a un altro attore, la ABC Universal decise quindi di dar vita a un’altra serie poliziesca affidando il ruolo del protagonista a Robert Blake (pseudonimo di Mickey Gubitosi), un attore sulla cinquantina noto soprattutto per il ruolo dell’assassino psicopatico in A sangue freddo (In cold blood, 1967). Ottantadue episodi da 50 minuti sono stati trasmessi negli Stati Uniti dal 17 gennaio 1975 al primo giugno 1978. In
seguito Robert Blake interpretò il detective marlowiano Joe Dancer nell’omonima serie di telefilm, senza però riuscire a conquistare il grande pubblico.

Robert Blake ha vinto un Golden Globe per il miglior attore in una serie drammatica nel 1976 e un Emmy Award nel 1975.
Famoso il tema musicale che accompagna i titoli, Keep your eye on the sparrow, dapprima solo strumentale poi cantato da Sammy Davis Jr.

Nell’arco delle quattro stagioni sono state molte le guest star che si sono avvicendate: Tom Atkins, Neville Brand, Joan Collins, Gary Busey, Erik Estrada, Shelley Duvall, Michael V. Gazzo, Tommy Lee Jones, Dennis Quaid, Joe Santos, Tom Skerritt, Madeleine Stowe, Burt Young.

Arresto in diretta tv per l’attore Robert Blake
(19 aprile 2002)

LOS ANGELES – L’hanno arrestato tra i flash dei fotografi e la diretta delle reti televisive. Così come era già successo a O.J. Simpson. Gli hanno fatto vivere, stavolta sul serio, una scena che aveva tante volte già simulato in tv. Robert Blake, protagonista del celebre serial televisivo degli anni ’70 dove interpretava la parte dell’ investigatore Tony Baretta, è stato arrestato ieri a Los Angeles per l’uccisione della moglie Bonny Lee Bakley avvenuta il 4 maggio del 2001. L’attore, che era in compagnia della sua guardia del corpo, è stato fermato dalla polizia a casa della figlia. Con un’accusa, quella di omicidio premeditato, per la quale rischia la pena di morte.

Questi i fatti: un anno fa Bonny Bakley venne uccisa a rivoltellate mentre sedeva nella macchina di Blake parcheggiata in un vicolo poco illuminato vicino ad un ristorante italiano dove i due avevano cenato a Los Angeles. Blake raccontò alla polizia di essere tornato al ristorante dicendo di avere dimenticato la propria pistola. Una volta riguadagnata la macchina disse di avere trovato la moglie riversa sul sedile del passeggero. Uccisa con una serie di colpi di pistola. Dopo un anno di indagini, la polizia, avrebbe ricostruito un’altra verità.
A quanto raccontano gli amici più stretti, la situzione della coppia non era idilliaca. Blake aveva accettato di sposare la donna nel novembre 2000 dopo che i test del Dna avevano provato che era il padre di sua figlia Rose. Una scelta forzata che, secondo il capitano della polizia Jim Tatreau, può aver fatto scattare nella testa dell’uomo una spirale d’odio. “Crediamo – dice l’investigatore – che la disprezzasse e che si sentisse intrappolato in un matrimonio di cui non voleva far parte”.

Blake, il cui vero nome è Michael James Vijencio Gubitosi, ha sempore negato di essere l’omicida e ha descritto la moglie come una cacciatrice di celebrità che non disdegnava incontri con altri uomini rimediati tramite le inserzioni per cuori solitari. Harland Braun, avvocato dell’attore, ha detto che Blake “è calmo ed è preoccuapto solo per i figli, soprattutto Rosie” (tre anni, avuta dalla vittima). “Sono convinto – ha concluso il legale – che il vero assassino sia ancora in libertà”.

L’arresto di Blake ha avuto un lato spettacolare. Gli elicotteri delle tv hanno seguito l’auto della polizia senza contrassegni che ha portato l’attore lungo le autostrade di Los Angeles fino alla centrale nel centro della città californiana. Una scena praticamente identica a quella che videro i telespettatori il 17 giugno del ’94, data dell’inseguimento e dell’arresto di O.J. cinque giorni dopo l’omicidio della moglie. Insieme all’attore sessantottenne, portato via in manette con addosso una t-shirt bianca e un cappello verde, è stata arrestata la sua guardia del corpo, Earle Caldwell, accusato di complicità nel delitto, anche se la sera della morte di Bonny Lee Bakley si trovava fuori città.

La svolta delle indagini per il LAPD era avvenuta quando un ex stuntman, Ronald “Duffy” Hambleton, aveva accettato di testimoniare contro l’attore (supportato da un socio, Gary McLarty), dicendo che Blake aveva tentato di convincerlo ad assassinare la Bakley. Durante il processo, la difesa di Blake scoprì che le parole dello stuntman nascondevano una promessa di assoluzione per i suoi precedenti reati in cambio di una testimonianza contro l’attore. Di conseguenza l’attore fu assolto.

by Roberto Roganti


Per chi si fosse persa la puntata precedente

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