HardBoiled: Bara & Beccamorto

Bara & Beccamorto, Stati Uniti, 1958 / Chester Himes

Ed Johnson detto Coffin (Bara) e Jones detto Grave-digger (Beccamorto) sono due poliziotti di colore della squadra omicidi di New York, protagonisti di una serie di romanzi gialli ambientati nel quartiere nero di Harlem. Si muovono in un ambiente degradato oltre ogni dire, pieno di violenza, miseria e corruzione, dal quale sono tassativamente esclusi i bianchi. E loro si comportano di conseguenza, brutalizzando i sospetti e utilizzando una violenza certo non inferiore a quella usata dai criminali che devono combattere e che indubbiamente va bene al di là di quella che ha reso famosi gli eroi creati da Mickey Spillane.
Bara ha il volto sfigurato dall’acido lanciatogli contro da un fuorilegge e si infiamma subito, prende ogni cosa come un affronto personale ed è sempre pronto a menar le mani, mentre l’altro è più tranquillo e ironico.

Rissosi e violenti, perennemente in contrasto con i superiori (che contestano i loro metodi sbrigativi, anche se talvolta non possono non apprezzare i risultati raggiunti nel corso delle loro missioni), sono entrambi spietati e compiono autentici blitz nel mondo del crimine di Harlem e dintorni, senza risparmiare pallottole e provocando ogni volta decine di morti e feriti. Il loro comportamento è spesso talmente esagitato da diventare quasi grottesco. Tanto che il critico francese Francis Lacassin ha potuto addirittura scrivere che spesso le loro inchieste hanno il ritmo indiavolato delle comiche di Mack Sennett.

Le descrizioni di Harlem, dei suoi abitanti e di ciò che accade nelle sue strade sono sempre a forti tinte e un po’ sopra le righe. Ecco un esempio: «Sotto questa mobile superficie, nelle acque torbide, una densa popolazione negra si agita di una convulsa frenesia di vita, come un branco di pesci carnivori che a volte, nella loro cieca voracità, divorano le loro stesse interiora. Si tuffa la mano in questo gorgo e se ne tira fuori al massimo un moncherino. Questa è Harlem!»

Può comunque essere curioso ricordare che Chester Himes, l’autore, non è mai stato nel quartiere che così fantasiosamente e nello stesso tempo realisticamente descrive. L’ha semplicemente reinventato ambientandovi le sue storie cruente.
«Quel che mi riempie di gioia – ha detto in più di un’occasione – è che gli abitanti di Harlem riconoscano, leggendo i miei libri, ogni angolo della loro città e si ritrovino immediatamente in questo o in quel personaggio…» Senza dimenticare che, sempre secondo Himes, i suoi romanzi non piacciono soltanto ai lettori che amano le forti emozioni e che non hanno mai avuto modo di mettere piede nel povero e malfamato quartiere nero di New York (e che probabilmente mai ce lo metteranno) ma anche ai suoi stessi abitanti, che spesso gli scrivono facendogli mille complimenti per il suo realismo oltre che suggerendogli spunti e situazioni.

Due film sono stati tratti da altrettanti romanzi di Chester Himes (pubblicati in Italia da Longanesi):

Pupe calde e mafia nera, nel 1970

Harlem detectives, nel 1972

Raymond St. Jacques (Bara) e Godfrey Cambridge (Beccamorto) erano così adatti a interpretare i personaggi creati dallo scrittore statunitense che l’improvvisa scomparsa di Cambridge ha costretto i produttori a interrompere la serie, vista l’impossibilità di trovare un altro attore altrettanto convincente nel certo non facile ruolo di Beccamorto.

Chester Himes (1909 – 1984), uno dei rari scrittori di colore della letteratura poliziesca, si arrabbiava moltissimo quando lo classificavano come uno dei più veri, e duri, continuatori dell’hard boiled: non che negasse il debito profondo contratto con quel tipo di narrativa, e in particolare con Hammett, ma non ha mai nascosto di sentirsi assai più vicino a Richard Wright e agli esponenti della letteratura afroamericana.

Originario del Missouri, Himes venne condannato a vent’anni per rapina a mano armata, e fu proprio nella biblioteca del carcere che scoprì Black Mask, Hammett; e in cella scrisse i suoi primi racconti.
Libero dopo avere scontato sette anni e mezzo cercò, inutilmente, di intraprendere quella che aveva capito essere la sua strada, la letteratura. Fu quando vinse una borsa di studio che potè dedicarsi alla scrittura e nel giro di dieci anni scrisse cinque romanzi che ebbero una discreta accoglienza; ma solo l’insistenza del suo agente lo convinse a impegnarsi nel poliziesco, un ambito in cui vide subito l’opportunità di dare sfogo a tutta la sua rabbia esistenziale e creativa. Le situazioni criminose erano ovviamente l’ideale per rappresentare la violenza e la sopraffazione che dominavano la società americana, e, anche per mezzo di un linguaggio crudo, volgare (che gli costò anche qualche grana con la censura) diede ai suoi lavori un’impronta del tutto originale.

Lo studioso della letteratura poliziesca Francis Lacassin è arrivato addirittura ad affermare che l’Harlem di Himes è molto vicina all’inferno dantesco: un luogo, un non-luogo, senza uscita, senza possibilità di redenzione, in cui domina selvaggiamente l’annullamento di ogni distinzione fra bene e male, e i suoi stessi personaggi positivi, due poliziotti neri, non sono esenti da drammatiche contraddizioni.

È un vero peccato che Longanesi non abbia ristampato i romanzi di Himes, ormai esauriti. Aluni titoli sono stati ripubblicati, ma non tutti sono reperibili:

  • E se grida, lascialo andare (If he hollers let him go, 1945), Sellerio 1996
  • Fesso d’oro (The 5 cornered square o For Love of Imabelle, 1957), Liocorno, 1966
  • La forza in nero (A Rage in Harlem, 1957), Longanesi, 1969; o Rabbia a Harlem, Demetra, 1996; Marcos y Marcos, 2004, 2011
  • Come è strano (The Real Cool Killers, 1959), Longanesi, 1968
  • Uccidere da matti (The Crazy Kill, 1959); Longanesi, 1969; o Non metterci il naso, Ellisse (?)
  • Corri, uomo, corri! (Run Man Run, 1960), Meridiano Zero, 2010
  • Il sogno d’oro (The big gold dream, 1960), Longanesi, 1969; o Il grande sogno d’oro, Marcos y Marcos, 1994
  • Harlem, Longanesi, 1968 (Cotton comes to Harlem, 1965), o Soldi neri & ladri bianchi, Marcos y Marcos, 2000
  • La notte delle vendette (The Heats on, 1966), Longanesi, 1971; o Caccia al tesoro, Marcos y Marcos, 1995
  • Uomo cieco con pistola (Blind man with a Pistol, 1969), Longanesi, 1971; o Cieco, con la pistola, Marcos y Marcos, 1993; Rizzoli, 2010

By Roberto Roganti


Per chi si fosse persa la puntata precedente:

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