…. SCRITTURA, TRADUZIONE ED EDITING

Ciao,

da oggi una nostra amica ci porterà nel suo mondo e ci parlerà di tutto quello che …

…. niente anticipazioni, leggetela e poi, se vi va, lasciate un vostro pensiero, sono sicura che vi conquisterà.

Buona lettura 🙂

SCRITTURA, TRADUZIONE ED EDITING

Ciao a tutti, mi chiamo Fiori Picco, sono sinologa, scrittrice, traduttrice ed editrice. Oggi vi parlo della mia esperienza di vita e professionale, di scrittura, traduzione letteraria ed editing.

Ho vissuto otto anni nella città di Kunming, nella provincia dello Yunnan situata nel Sud-ovest della Cina, dove ho insegnato alla Yunnan Normal University e ho svolto ricerche di antropologia che mi hanno permesso di avvicinarmi alla cultura delle minoranze etniche. Nella regione sono presenti ventisei etnie principali; venticinque a loro volta si suddividono in numerosissimi sottogruppi, ognuno con i propri usi, costumi e tradizioni che si tramandano da millenni. Alcune di queste etnie sono in via di estinzione, il Governo cinese le ha nominate “patrimonio culturale dell’umanità” e le tutela promuovendone la conoscenza.

Il contatto con questi popoli è stato fonte di ispirazione per i miei libri, che scrivo di impulso, a seconda delle sensazioni che provo. Entrando nelle loro vite, condividendo il quotidiano, ascoltando le loro storie, mangiando i loro piatti tipici immersa nel paesaggio a volte sub-tropicale, a volte di montagna, in capanne di bambù o di legno ricoperte di peperoncini e pannocchie di mais, ho provato emozioni che credo di aver trasmesso ai miei lettori attraverso i miei romanzi.

Sono un’attenta osservatrice, sensibile ai minimi dettagli. Descrivo minuziosamente ogni particolare: i personaggi, i villaggi, le case dall’architettura tipica, le feste, le danze, i banchetti, i costumi ricamati e i monili.

La mia non è mai una scrittura programmata e schematizzata; non ho un appuntamento giornaliero con carta e penna o con il computer. Un ricordo o una delle tante fotografie che ho scattato durante i miei viaggi all’improvviso mi stimola, e le parole scorrono veloci come sotto dettatura. Ogni scrittore ha il suo metodo. I protagonisti dei miei libri si presentano a me in ogni loro aspetto dandomi l’input, non sono io a crearli. Seguendo il mio metodo, a stesura ultimata sono soddisfatta del mio lavoro.

Oltre a essere scrittrice, sono traduttrice letteraria. Dal 2011 traduco opere di autori asiatici, soprattutto cinesi, e ultimamente anche giapponesi e vietnamiti.

Di recente ho letto il parere di un autorevole esperto del settore, il quale afferma che una buona traduzione debba far scomparire l’autore. Non sono assolutamente d’accordo. Ogni autore appartiene a un determinato contesto culturale e sociale: Oriente e Occidente sono agli opposti sotto molti aspetti, pertanto la versione finale deve rispecchiare la sintassi della lingua di arrivo, ma deve rimanere il più possibile fedele all’originale, perché l’autore va rispettato.

Nel caso di scrittori orientali che hanno mentalità e regole diverse, alcune frasi o situazioni descritte potrebbero offendere o colpire la sensibilità dei lettori italiani, perché nella nostra cultura certe espressioni o modi di agire non si possono tollerare. Non per questo il testo deve essere cambiato o italianizzato. Paesi diversi seguono correnti di pensiero diverse. Sta nel lettore comprendere e non condannare a priori. Solo conoscendo in modo approfondito le differenze non si arriva subito a una denuncia totale.

L’antropologo espone i fatti senza condannare. La sospensione del giudizio permette di unire i popoli.

L’autore va rispettato  anche nel caso in cui non ci sia solo la traduzione ma anche la cura e l’editing del testo. Un buon editor non stravolge il testo di partenza, non snatura l’essenza del libro. Può perfezionarlo per esigenze linguistiche relative al Paese dei lettori, ma deve avere riguardo dei sentimenti dell’autore e dei contenuti. Posso affermare ciò che ho scritto per esperienza personale.

Alcuni miei libri sono scritti in lingua cinese; una famosa casa editrice cinese mi aveva proposto di cambiare completamente la struttura di un mio romanzo trasformandolo in fumetto per raggiungere un pubblico più vasto. Ho rifiutato rinunciando a vendite astronomiche. L’ho fatto per rimanere fedele a me stessa e perché amo ciò che scrivo. Come editore ho sposato questa filosofia condivisa dal mio editor. Quest’ultima figura professionale deve essere innanzitutto una persona di fiducia, corretta e rispettosa.

Con i miei autori instauro un rapporto molto stretto, basato sul confronto e sulla collaborazione. In questo modo riesco a capire il loro animo, e la traduzione diventa più semplice.

Arrivederci alla prossima.

Fiori Picco

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