Intervista con … Davide Rossi

Ciao,

Oggi faremmo 4 chiacchiere con un autore che tratta argomenti duri ma necessari.

Buona lettura 🙂

1 –   Per iniziare dimmi dove vorresti che ci sedessimo per questa chiacchierata e perché.

Sarò banale: in giardino. Magari uno di quei giardini rigogliosi, ricchi di alberi da frutto e piante in fiore.

Sono diventato un appassionato, recentemente poi sto scoprendo la gioia di condividere gli spazi, e l’armonia, con le piante. La bellezza che donano è impagabile. Al momento il giardino risiede nella mia testa, perché dopo anni di militanza in provincia, con villa e giardino, oggi abito in città in appartamento, però ho diverse piante.

Photo by Pixabay on Pexels.com

E che ne pensi di come ti ho definito?

Credo che sia necessario raccontare la nostra epoca. Io mi guardo intorno e vedo un sacco di autori che trattano gli argomenti più disparati, nei modi più o meno convenzionali, ma in pochi cercano di raccontare l’epoca che stiamo vivendo e i suoi fenomeni. Lo so che leggere, ascoltare la musica, vedere un film è soprattutto evasione, ma credo sia necessario lasciare anche una testimonianza di ciò che stiamo vivendo, oltre che permettere a chi interessato ad approfondire un tema di questo di tipo di farlo. A esempio pensiamo se “Furore” di Steimbeck non fosse mai stato scritto?

2 –  Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo.

La passione per le storia. Amavo il cinema e avrei voluto farlo. Narrare storie di rivincita, epopee incredibili, storie fantastiche. Le vivevo nella mia mente, mi immaginavo di girarle… ho incominciato a scriverle perché mi sembrava il punto di partenza per poter raccontare qualcosa. Lì è nato tutto. Purtroppo non ricordo il mio primo scritto, probabilmente si trattava di qualche storia di fantasia, scarabocchiata a penna con la mia scrittura illeggibile su di un foglio di carta.

3 –  Cosa vorresti che i tuoi lettori pensassero di te dopo aver letto un tuo libro.

Vorrei avergli lasciato una traccia. Non è importante che si ricordino il mio nome e che lo associno alla storia. La cosa che importa è che quella narrazione gli accompagni per il resto della vita, che quei personaggi gli rimangano. Che un giorno, per qualsivoglia motivo, un aspetto, un evento, li riporti alla mia storia, letta magari anni prima. Mi piacerebbe che rimasse questo nelle loro teste.

In particolare,  c’è una pagina o frase che vorresti che ricordassero e perché? 

Più che una frase il concetto: non sono uno da frase memorabile, piuttosto da immagine che ti colpisce e ti rimane scolpita nella testa. In “Alpinisti ciabattoni” di Cagna, la storia di Toni, il cane di una vecchina, mi rimarrà per sempre in testa. (è vero, a volte certe immagini non ci lasciano più, per es. io ho a fuoco l’immagine di Anna Magnani che corre dietro al camion… in Roma città Aperta 😦 )

4 –   Se dovessi scrivere un libro a 4 mani, con chi vorresti farlo e perché. Ti andrebbe bene qualsiasi genere oppure uno in particolare?

Un giorno spero di avere il coraggio di fare un libro di genere, magari un giallo. Mi piacerebbe scriverlo con Carlo Lucarelli. Il perché è banale dirlo: è un genio e un maestro della suspense, inoltre lo ammiro per come riesce a far appassionare alle storie.

Quale è stato il suo libro che ti è piaciuto di più? Per me Almost Blue.

Concordo: è tremendo, nell’accezione positiva del termine. (appunto 🙂 )

5 –  Tra i tuoi autori preferiti chi vorresti incontrare e perché?

Ellis, perché è un personaggio stralunato, che merita di essere conosciuto oltre alle sue opere. Anche Tiziano Sclavi, è pavese come me; magari potremmo incontrarci a Broni da Lino Maga, un produttore di un ottimo vino autoctono e sconosciuto, il Barbacarlo, e lì fare quattro chiacchiere insieme. Potrebbe raccontarmi di Dylan Dog e della sua vita… è un sogno, però mi piacerebbe che si avverasse.

Cosa ti piace di Dylan Dog?

Non è facile spiegarlo, credo che solo leggendolo uno possa comprendere la magnificenza della narrazione, che riesce a entrare in profondità nell’animo umano svelandone gli aspetti più cupi e nascosti.

Cosa ami nella scrittura.

La scrittura è un arte equa, con cui tutti, ricchi e poveri, si possono cimentare. Inoltre è una sorta di psicoanalisi: sul foglio bianco io ci riverso i miei pensieri, colorandolo, alle volte macchiandolo, spesso appesantendolo… ma alla fine di tutto l’anima è alleggerita.

Cosa ami del cinema.

Credo si tratti del mezzo in cui tutti ci rifugiamo per allontanare i nostri malumori, alla ricerca di un sollievo che la realtà spesso ci nega. Durante la visione di altre vite, di racconti lontani, noi ci estraniamo dalla realtà sfuggendo in un‘altra, diventando noi stessi altro.

Come hai iniziato a scrivere sceneggiature?

Credo sia stata la prima cosa che ho scritto. Le prime erano davvero storie strane, surreali, credo di conservarle tuttora, ma non verranno mai alla luce, perché erano pessime. Poi ho provato a scrivere un horror, la mia grande passione, alla fine è arrivata la scrittura della sceneggiatura di “Benvenuti a casa Verdi”, il mediometraggio che ho scritto a sei mani per la Muccapazza film.

Hai un consiglio  da dare a chi vorrebbe scriverle?

Darsi delle regole, soprattutto sui tempi di scrittura. Ogni giorno cercare di aggiungere un pezzo e rivedere ciò che si ha fatto il giorno precedente. Solamente con perseveranza e rigore si possono raggiungere dei risultati soddisfacenti. Mai scoraggiarsi di fronte alla difficoltà di scrittura: scrivere, anche quando ciò che si scrive appare inutile. (mi ricorda una cosa simile che diceva il mio maestro alle elementari…. Leggere , leggere, leggere 🙂 )

Che differenza c’è tra scrivere una sceneggiatura e un copione?

Si tratta di due scritture differenti: quella cinematografica è più tecnica, ed è funzionale alle riprese. Il copione teatrale si avvicina di più alla letteratura.

In quale ti ritrovi di più e perché?

Mi trovo più a mio agio con la sceneggiatura perché ho più dimestichezza nel trattarla, non escludo però di tentare un approccio anche con il copione in futuro. ( bene 🙂 )

Hai scritto anche un manuale di scrittura creativa, come mai?

Era un modo differente per pubblicizzare il mio primo romanzo, “E alla fine c’è la vita”. L’ho scritto in un estate, fra una presentazione e l’altra, e l’ho chiamato “E alla fine c’è la scrittura”.  Durante il corso prendevo stralci del mio romanzo e li utilizzavo come esempio ai partecipanti su come scrivere e su come perseguire tale scopo. Il progetto, andato molto bene, doveva avere vita propria, purtroppo poi è arrivato il Covid. (ti rifarai 🙂 )

Quale è la forma di scrittura che ti è più congeniale?

Non c’è una forma in particolare, ciò che amo fare è sperimentare, ovviamente in funzione della storia che voglio raccontare. Spesso scelgo prima la tecnica poi mi innamoro di una storia e la applico a questa.

Scrivi sceneggiature solo sui tuoi lavori oppure anche su altri?

Attualmente non sto scrivendo sceneggiature, sono un po’ fermo, mi sto dedicando alla narrazione.

6 –  Tra i vari libri che hai letto, quale vorresti averlo scritto tu e perché.

“Le regole dell’attrazione” di Ellis. Il perché è semplice: è un libro geniale che racchiude la sintesi della vita. Il racconto di alcuni studenti universitari americani: le droghe, il sesso, la vita…. Il tutto narrato dai loro diversi punti di vista… splendido.

7 –  Suonano alla porta,  è il postino che ti consegna un telegramma,  lo apri … ti comunicano che hai vinto …. Che premio ti piacerebbe vincere e perché.

Il premio della Città di Vigevano, perché è il concorso letterario più importante della mia terra, la Lomellina. (non lo conosco,  c’è un link per approfondire o partecipare? No, è in organizzazione per il 2021… per ora non c’è nulla di sicuro tranne che verrà fatto a ottobre 2021)

8 – Se potessi intervistare un  autore,  non importa se sia vivo o no,  chi vorresti che fosse e perché.

Ti ho già anticipato chi è: Tiziano Sclavi, a Broni davanti a del buon vino. Lui, con Dylan Dog e non solo, ha colorato e arricchito la mia infanzia e la mia fantasia.

Poi mi sarebbe piaciuto Alda Merini. Lei ha vissuto tanti anni a Vercelli, da Milano a causa della guerra. Purtroppo ci è tornata, ma per andare nel manicomio della città. Quando leggo le sue poesie mi estraneo dal mondo, e provo un senso di completezza. (una grande purtroppo poco conosciuta 😦 )

9 –   Invece chi vorresti che ti facesse una intervista e perché.

Su questo non ho preferenze, sono sincero….. (dovendo scegliere???) . Ti dirò Gramellini allora, ma davvero non ho grandi preferenze.

10 –  In conclusione,  cosa avresti voluto che ti chiedessi e perché.

Francamente sono così abituato alla domanda sulla trama del libro che ora sono contento di ciò che non mi hai chiesto, ossia la trama del romanzo. (eheheheh, e se la chiedessi 😉 )

Se vuoi lasciare link o copertina di un tuo libro,  lo puoi fare.

https://www.boorp.com/libri_gratis/autore_davide_rossi.php da cui potete scaricare gratuitamente il manuale di scrittura creativa.

https://www.ibs.it/alla-fine-c-vita-libro-davide-rossi/e/9788894921106?lgw_code=1122-B9788894921106&gclid=CjwKCAjwm7mEBhBsEiwA_of-TJuD08tkACzIc6tFt-l2ae82ucpHU-TMwRCXziE2S1pOHMVJSW6Y7hoCaFoQAvD_BwE Il mio primo romanzo

Spero ti sia divertito in questa chiacchierata e che magari un giorno farai anche una delle mie tisane.
Alla prossima
🙂

mc

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