Intervista con … Lucia Lo Bianco

Ciao,

oggi faremmo 4 chiacchiere con una donna che regala molte immagini della sua personalità a chi le sta’ intorno e ha molti interessi e molta voglia di fare.

Buona lettura 🙂

1 –   Per iniziare dimmi dove vorresti che ci sedessimo per questa chiacchierata e perché.

Mi piacerebbe sedermi all’aperto su due comode poltroncine mentre su un piccolo tavolino due tazze di buon tè aspetterebbero solo d’essere sorseggiate. In questo momento in cui tutti siamo stati forse un po’ troppo al chiuso l’ambiente esterno può sicuramente stimolare il libero scambio di impressioni e pensieri. ( 🙂 )

fonte, autrice

2 –  Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo.

Mi è sempre piaciuto scrivere. Da bambina camminavo per i corridoi di casa e inventavo storie a voce alta. Dopo la morte della mia mamma ho comprato il mio primo computer e ho cominciato a scrivere storie e racconti. Cercavo in qualche modo di combattere il dolore e la sofferenza tramite uno dei mezzi di comunicazione più antico, la scrittura. (ricordi le prime cose che hai scritto?) Si storielle avventurose in cui ero la protagonista. ( 🙂 )

Ecco, scrivere poesie rappresenta questo per me. Mi permette di capire meglio me stessa, la relazione tra gli eventi, chi sono e che cosa sono riuscita a realizzare fino a questo momento. Amore per la scrittura significa anche desiderio di lasciare qualcosa di nostro agli altri. In fondo è la certezza che non saremo dimenticati che ci fa andare avanti e ci permette di sopportare l’idea della morte. Non si scompare mai veramente se il nostro ricordo continua nell’animo di chi ci vuole bene, se i nostri figli continuano a parlare di noi, ricordando i nostri insegnamenti, apprezzando l’eredità morale e spirituale che siamo riusciti a lasciar loro.

Scrivere poesie e procreare, diceva Shakespeare, sono le uniche possibilità per vincere il tempo e garantirsi l’immortalità. (vero 🙂 )

3 –  Cosa vorresti che i tuoi lettori pensassero di te dopo aver letto un tuo libro.

Mi piacerebbe mi considerassero in un modo diverso rispetto ad una prima impressione, come se avessero avuto la possibilità di entrare dentro il mio piccolo e intimo mondo. Scrivere è un modo per rivoltare la propria anima perché inconsapevolmente mettiamo noi stessi nella scrittura e spesso se ne accorgono più gli altri di quanto noi stessi riusciamo ad averne consapevolezza.  (è vero, leggere le recensioni di un  proprio libro, ti permette di osservarlo da angolazioni diverse e spesso scopri cose che non pensavi di aver scritto 🙂 )

Vorrei che uscisse fuori un mio ritratto completo con elementi sconosciuti persino a me stessa e che, alla fine, il lettore medio sia preso dalla smania di leggere ancora di me per scoprire qualcosa di nuovo. (lo desideriamo tutti 🙂 )

4 –   Se dovessi scrivere un libro a 4 mani, con chi vorresti farlo e perché.

Con un’amica o un amico scrittore che stimo tanto. Ci capita spesso di leggere poesie o storie scritte da altri che amiamo a prima lettura. Ne ho in mente due o tre in cui riscontro affinità con il mio modo di scrivere e il cui stile mi sembra corrisponda a un certo modo di interpretare il reale, semplice e diretto. (interessante, ti va di dirci chi è?) Ammiro molto il poeta pluripremiato Vittorio Di Ruocco, la poetessa Sara Rodolao e la scrittrice Roberta Mezzabarba.

5 – Come è nata l’idea di WikiPoesia, quando e come funziona.

Wikipoesia è un’enciclopedia virtuale della poesia nata sul modello di Wikipedia e portata avanti da un gruppo di rinomati intellettuali e poeti. Chiunque si sia classificato al primo posto in importanti e riconosciuti Premi letterari può chiedere di farne parte. (è stata una idea bellissima) Si entra così in una comunità letteraria che favorisce la conoscenza reciproca di scrittori attraverso la penisola e ciò favorisce lo scambio di idee soprattutto sui social. Lo trovo molto stimolante. (allora posso farne parte anche io 🙂 )

Cosa sarebbe Accademica del Convivio ed Accademica di Sicilia e come è nata?

Sono due importanti Accademie siciliane di cui fanno parte esponenti della letteratura e che organizzano eventi ed incontri nel corso dell’anno. I soci vengono selezionati prima di essere dichiarati membri effettivi ma è necessario contribuire con una piccola cifra annuale perché questi enti non ricevono alcun aiuto da parte dello stato e non potrebbero reggersi da soli. D’altra parte perché non aiutare il mondo della cultura che ci riguarda così da vicino? (siete in tanti? E se uno vuole farne parte cosa deve fare?) In genere si riceve un invito ma penso si possa fare anche una domanda.

Sei molte cose, poetessa, scrittrice, giornalista, insegnante in un liceo e molto altro. Ti andrebbe di raccontarci brevemente ogni una di queste tue sfaccettature così possiamo conoscerti meglio?

Sono tutti aspetti che mi appartengono ed è difficile districarli ed esaminarli singolarmente. Scrivere, poesie, racconti, o il romanzo che ancora devo completare riflettono il desiderio di scoprire ed esternare quello che vive dentro di noi. Si tratta di intraprendere un viaggio, spesso inconsapevole, all’interno della propria psiche. Allo stesso modo correre, la mia giornaliera attività fisica, è un allenamento anche mentale con un obiettivo finale da raggiungere, un simbolo di orientamento nel caos della vita quotidiana.

Scrivere articoli significa per me restare ancorati al reale per poi trasferirlo in ciò che scrivo. La realtà diventa quasi un imperativo morale, perché è proprio grazie a questo contatto che si costruiscono i pensieri e l’impulso dell’ispirazione concretizza le immagini della mente. Credo fermamente che il poeta o lo scrittore incarnino non solo la propria realtà presente e passata, ma anche quella dell’umanità, in una sorta di memoria collettiva alla Jung. Il grande Thomas Stearns Eliot diceva che nessun artista ha senso da solo, ma in rapporto al passato da cui non può prescindere, neanche volendolo, perché è come se lo ritrovasse nella sua carne e nelle sue ossa. (vero 🙂 )

Sono queste cose che cerco di trasmettere ai miei alunni e, talvolta, in rari momenti di grazia, credo di riuscirci.

Hai ricevuto molti premi, ne hai uno che ti ha fatto più piacere di altri quando lo hai ricevuto e perché?

Ogni premio che ho vinto è stato occasione di gioia, perché i miei versi o i miei racconti erano stati letti e avevano toccato dei cuori. Quello che credo mi abbia commosso maggiormente, però, è il Primo Premio assegnato ad una poesia dedicata a mia mamma scomparsa nel 1996. (ti capisco, ti va di condividerla con noi?) Certo:

Mamma 

Ci sono sere d’azzurro e di bagliori

che il tuo ricordo ritorna prepotente,

i tuoi begli occhi di un verde cristallino

che come il mare brillavano di luce.

Ci sono sere velate di foschia

in cui ricerco memoria del tuo volto,

del tuo sorriso ricolmo di parole

come il sole che illumina il mattino.

E le tue mani segnate dal lavoro

tracciavan solchi d’amore e di magia,

scoperta infinita di un mistero

che nascondevi chiuso in un forziere.

E ti seguivo come la tua ombra

e respiravo forte il tuo profumo:

a volte credo di sentirlo ancora

chiuso e piegato dentro ad un cassetto.

Ci sono sere in cui vedo la tua chioma

bionda e dorata al calar del giorno

e allor riscopro tutto il mio passato

ed apro ancora il cuore a nuova vita.

(grazie)

Hai pubblicato molti libri di poesie, come mai questa scelta?

E’ stata la poesia a cercarmi, perché si conosce il punto di partenza ma non quello di arrivo. L’ispirazione è un momento passeggero, non rimane a lungo nella mente. Bisogna coglierlo e trascriverlo subito, dovunque ci si trovi. Ecco perché ogni pezzo di carta, copertina interna di libro che possiedo è piena di note e appunti. All’inizio emergono pochi versi che posso completare subito, più spesso dopo qualche giorno o a volte deve trascorrere molto più tempo, quando la mente è completamente libera da ogni pensiero. Questa è la genesi delle mie poesie, frutto di un lavoro che potrebbe sembrare caotico e frammentario ma che alla fine, quasi per miracolo, ha un suo filo conduttore. (senza contare i foglietti che dimentichi dove li metti 😦 o dove hai lasciato un appunto…aiutooooooooooooo)

Cosa pensano i tuoi studenti di te come autrice?

È una domanda che mi pongo spesso. Non tutti ne sono a conoscenza e quando mi capita di parlarne, dato che insegno letteratura inglese e lavoro sulle tecniche narrative, intravedo uno sguardo un po’ dubbioso. Per alcuni di loro essere uno scrittore significa essere conosciuto mentre chi scrive sa bene che la fama non rientra tra gli obiettivi primari. (vero, lo scopo principale è che quello che scrivi venga letto e che si riesca a trasmettere qualcosa, almeno per me)

Cosa ti porta a voler scrivere una poesia piuttosto che un racconto?

Mi piace scrivere sia poesie che racconti anche se al momento ho pubblicato solo sillogi. Richiedono due tipi diversi di tecnica ed approccio anche se hanno tanto in comune. La poesia è il barlume di un attimo, un “hic et nunc”, un momento fuggevole da buttar giù sul primo pezzo di carta che capita tra le mani.  I versi si possono scrivere in qualsiasi momento e luogo, anche stando in piedi con il cellulare in mano. 

Il racconto richiede almeno una sedia, un piano d’appoggio ed un tempo più lungo, un andare su e giù per controllare la presenza di piccole incoerenti affermazioni. Il racconto richiede una storia, qualcosa di cui parlare che non si estenda però in uno spazio lungo perché, come diceva Edgar Allan Poe, il racconto va letto in una seduta. (oppure in una sala d’attesa)

Poesia e racconto hanno entrambi una struttura autonoma, hanno il guizzo dell’indipendenza e della rottura degli schemi. Non è necessario estendere le dimensioni spazio e tempo né soffermarsi su più di un personaggio che non verrà mai sviluppato a tutto tondo perché sia poesia che racconto si occupano d’indagare soltanto una “fetta” di vita.

Il romanzo, poi, è ancora un’altra cosa…. (e già…. 🙂 )

6 –  Tra i vari libri che hai letto, quale vorresti averlo scritto tu e perché.

Sicuramente il secondo romanzo di Khaled Hosseini “Mille splendidi soli”. Non soltanto per la bellissima e coinvolgente prosa ma per la descrizione sapiente e toccante delle vicende di due donne in Afghanistan, durante il regime dei talebani, e del loro destino in un paese in cui una donna non conta niente. (stupendo e tremendo)

7 –  Suonano alla porta,  è il postino che ti consegna un telegramma,  lo apri … ti comunicano che hai vinto …. Che premio ti piacerebbe vincere e perché.

Mi piacerebbe vincere un Premio per il mio primo romanzo che conto di finire tra poco. Mi piacerebbe anche che il mio romanzo diventasse un soggetto cinematografico perché una storia si può raccontare in tanti altri modi. (a chi lo dici J, lo aspetto per segnalarlo)

8 – Se potessi intervistare un  autore,  non importa se sia vivo o no,  chi vorresti che fosse e perché.

Vorrei proprio invitare il grande Andrea Camilleri che stimavo e stimo non soltanto come scrittore ma anche come libero pensatore. Sognavo di conoscerlo personalmente ma, ahimé, non ho fatto in tempo. (come ti capisco 😦 )

9 –   Invece chi vorresti che ti facesse una intervista e perché.

Ho una grande ammirazione per Isabel Allende, con la quale in passato ho avuto una breve corrispondenza riguardo un quesito che lei si era posta a proposito di una citazione da Shakespeare.  Forse potrei, a distanza di tempo, completare la risposta… (e cosa aspetti… dai che sono curiosa 🙂 )

10 –  In conclusione,  cosa avresti voluto che ti chiedessi e perché.

Maria Cristina, credo che tu mi abbia posto tante bellissime domande che mi hanno stimolato a pensare e a guardare dentro me stessa. Avresti anche potuto chiedermi : “Chi è Lucia Lo Bianco?”. Ti avrei risposto che Lucia Lo Bianco è una persona semplice che affronta tutto con un sorriso perché è questa l’immagine che desidero donare agli altri. (ed è venuta fuori anche senza la mia domanda 🙂 , però ti aspetto per la tisana, non mi scappi 🙂 )

fonte aurice

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