Una tisana con … Fiori Picco

Ciao,

oggi incontreremo  una donna, prima di tutto, e sarà lei  a svelarvi chi è in questa chiacchierata molto bella ….

Buona lettura 🙂

DOMANDE

 1 – Per iniziare dimmi dove preferisci che ci sediamo per chiacchierare con la nostra tazza di tisana e perché hai scelto questo luogo.

Ci sediamo sotto a un gazebo, sulla spiaggia di  Sanya Bay, sull’Isola tropicale di Hainan, nel Mar Cinese Meridionale; il clima è caldo e ventilato, il mare è color turchese, la sabbia bianca e finissima. Sono stata sull’isola due volte; la prima volta fu nel 2004, vi andai da turista e, quando visitai la  Collina del Cervo, un indovino seduto a un lato della strada mi predisse il futuro in versi poetici utilizzando gli   ideogrammi del mio nome in cinese: Xuelian o Loto delle Nevi[H1] . (sono invidiosa 😦 , per farti perdonare facci sognare con le foto 🙂 )

fonte, autrice
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2 – Che tisana hai scelto e perché proprio questa?

Ho scelto una tisana alla liquirizia perché ha diversi effetti benefici: calma la gola, favorisce la digestione e aumenta leggermente la pressione, che ho sempre bassa.  (grazie)

 3 – Se dovessi venire in camera tua, che libri troverei sul tuo comodino?

Tutti i libri che traduco dalla lingua cinese: romanzi, racconti, saggistica e raccolte di poesie di autori orientali. (come mai hai questa passione per queste culture?) Li rileggo più volte perché mi piacciono. Nello scaffale in camera ci sono i libri di Natalia Ginzburg, Matilde Serao, Luciano de Crescenzo,  Terzani e i classici.

 4 – E nella tua borsa?

Libri leggeri in formato tascabile che nel tempo ho acquistato nella libreria dell’Aeroporto di Malpensa, prima di ogni mio viaggio aereo verso la Cina: “La signora nel furgone” di Alan Bennett, “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” di Roy Lewis, “La meccanica del cuore” e “L’uomo delle Nuvole” di Mathias Malzieu, e tutti i libri di Banana Yoshimoto. (solo stranieri?) Principalmente autori stranieri.

5 – Preferisci leggere in cartaceo o E-book?

Mi piacciono entrambi i formati. Sul divano amo sfogliare il cartaceo e sentire il profumo delle pagine; la sera, a letto e con poca luce, preferisco leggere sul Kindle perché non sforzo la vista.

 6 –  Hai mai letto i fumetti? Se si, quali? Ne hai uno che ti è rimasto nella memoria?

Da bambina ho letto tantissimi fumetti:  Braccio di Ferro, Nonna Abelarda, Provolino e Paperino. Ma Popeye era il mio preferito. (e adesso? Mi sa che sei la prima a dirmi che preferisce braccio di ferro J) Adesso non li leggo più.

7 –  Ti piace andare al cinema, a teatro? Cosa preferisci vedere? Quale è l’ultimo film che hai visto? Ti è piaciuto? E a teatro?

Adoro il teatro, dalla commedia dell’arte al teatro dell’assurdo.  Ho iniziato ad amarlo alla scuola media leggendo le commedie di Goldoni,  Moliére, e il “Cyrano de Bergerac” di Rostand. Ricordo che al liceo la nostra insegnante di inglese ci portò ad assistere alla rappresentazione teatrale di una compagnia londinese di passaggio a Brescia: l’opera era “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Rimasi affascinata dalla bravura degli attori e mi emozionai. Mi piacciono tantissimo anche i musical, ne ho visti diversi, soprattutto in Cina (so che sono molto spettacolari, hai foto?). Lo spettacolo più originale ed emozionante a cui abbia mai assistito è Dynamic Yunnan: etnie cinesi in via di estinzione mettono in scena sul palcoscenico le loro danze tribali, le melodie tipiche, le musiche dei villaggi prodotte da strumenti primitivi, i rituali sciamanici, le feste pagane e religiose. E’ ciò che definisco  “arte pura e sublime” , unita  alla splendida e moderna coreografia.

fonte, autrice
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Al cinema vado con mia figlia undicenne, gli ultimi film che ho visto sono “Il Vegetale” e “Mia e il Leone Bianco”.  

 8 –  La TV la guardi? Cosa? Ci sono serie TV che segui? Una serie TV che hai visto quando eri più giovane e che ti è rimasta nel cuore.

Con mia figlia guardo soprattutto i reality e i film per ragazzi. Quand’ero bambina, insieme ai miei nonni, ho passato pomeriggi interi a guardare le  telenovelas venezuelane, la “Casa nella Prateria” e “I Jefferson”. In tempi più recenti ho seguito con piacere la serie TV “Un medico in famiglia”. (tua figlia cosa preferisce?) Mia figlia ama la serie americana “Victorious”  (non conosco 😦 )

 9 – Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e perché.

Nel 1999 ero in Cina a Kunming per l’approfondimento della lingua, ed ero in camera con un’altra ragazza italiana. La sera scrivevo lettere ai miei genitori e le leggevo ad alta voce. La mia amica mi disse che sembravano racconti. Nel 2000, all’Università Ca’ Foscari di Venezia, durante l’esame scritto di composizione in lingua cinese, scrissi un racconto che fu molto apprezzato dai miei professori madrelingua. In quel momento compresi di essere portata per la scrittura.  Iniziai a scrivere racconti e romanzi durante gli anni di vita a Kunming, ispirata dai luoghi che visitavo, dalla gente che incontravo e dalle mie ricerche di carattere antropologico. (hai foto di questo luogo?)

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10 – Come mai hai scelto questo genere di scrittura?

La cultura tradizionale cinese e le minoranze etniche dello Yunnan sono state grande fonte di ispirazione. Scrivo storie vere, analizzando i personaggi che ho conosciuto. Le mie descrizioni sono dettagliate e ricche di particolari. Do molta importanza alle ambientazioni e cerco di trasportare i lettori nel mondo che ho vissuto. Prediligo i romanzi perché do voce ai personaggi entrando nella loro psicologia.

Per chi non conosce la sinologia ti va di spiegare cos’è?

La sinologia è lo studio della lingua e della cultura cinese in tutti gli aspetti, classici e contemporanei: la grammatica, la letteratura, la filosofia, la religione, l’arte etc. (sono in molti a studiarla?) Ai miei tempi pochissimi studiavano le lingue orientali, ora ci sono tanti sinologi giovani. (credo che sia una bella cosa 🙂 )

Come mai hai scelto di studiarla e di conoscere anche la cultura asiatica?

L’Oriente mi ha sempre ispirata, fin da piccola. Sono convinta che sia stato il destino. Avevo cinque anni ed ero a casa dei nonni; un giorno suonarono alla porta, mio nonno andò ad aprire e si presentò un signore sconosciuto che gli disse: “Questo libro è per Sua nipote Fiori!” Il nonno prese il libro e gli chiese: “Quanto Le devo?” E lui rispose: “Niente, è un regalo per Fiori.” Dopodiché se ne andò. Il libro era una fiaba che raccontava la storia di una principessa cinese. Quando sfogliai le pagine e lessi la fiaba, mi innamorai di questa cultura. (ok… ho cercato di resistere fino ad ora… come mai hai questo nome) A proposito, il mio nome è di famiglia; proveniamo dalla Savoia e le mie antenate avevano tutte nomi di fiori. Mia mamma ha pensato di fare un “bouquet” per radunarli tutti. Il mio nome cinese, Xuelian, significa il “Loto delle Nevi”, è il fiore sacro del Tibet che cresce sulle vette dell’Himalaya. Mi fu  dato nel 1999 da una pittrice di Xi’an che conobbi a Pechino e che fu ispirata dal mio biglietto da visita che riportava il logo di un fiore sul picco della montagna: Fiori Picco. (ma come si fa a non invidiartiiiiiiiiiiiii 😉 , intendo invidia quella buona 🙂 )

Hai vissuto per molti anni nella città cinese di Kunming, nella provincia dello Yunnan, come mai questa scelta e come è stato vivere li?

Lo Yunnan, collocato nella parte Sud-ovest della Cina, sull’altipiano dell’Himalaya, ai confini con Laos, Birmania e Tibet, è una regione incantevole, ricca di storia e di folclore, dove vivono ventisei etnie principali, con i propri sottogruppi etnici che si distinguono per usi, costumi e tradizioni differenti. Kunming ne è la capitale, è chiamata “La città dell’eterna primavera”. Vivere lì è stata una continua scoperta: la città offre templi buddisti e taoisti, il Mercato dei Fiori e degli Uccelli con l’artigianato tipico e case di mandarini imperiali di inizio secolo scorso, alcune adibite a ristoranti. La cucina è piccantissima, varia e saporita. La frutta è tropicale e di dimensioni spropositate. Una mela viene divisa in quattro porzioni. Lo strumento tipico è la zucca a fiasco, un flauto ricavato da una cucurbitacea e che ho imparato a suonare. (mi ha sempre affasciata il Tibet, se mai dovessi andare…mi farai da guida 🙂 )

Hai fatto anche ricerche in antropologia, ti va di parlarcene?

Mi sono addentrata nelle zone sperdute di campagna e di montagna, dove vivono le varie minoranze etniche, alcune in via di estinzione, per entrare in simbiosi con loro, scoprirne le abitudini, intervistarle e poi usare il materiale raccolto per scrivere i miei racconti e romanzi. Ho conosciuto le nonnine dell’Etnia delle Cinture Fiorite: vivono in capanne di bambù, hanno costumi ricamati e pieni  di passamanerie, da sempre camminano scalze e si tingono i denti di nero perché nero significa “bello e in salute”. Ho partecipato alla festa del capretto insieme al popolo Yi dai cappelli a forma di cresta di gallo decorati con piume rosse e palline di lana colorata. Ai confini con la Birmania ho cenato  con la gente Wa, i cosiddetti “Africani della Cina”, mangiando il loro risotto con carne di fagiano e peperoncino. In quei momenti mi sono sentita veramente felice. (se hai foto….)

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Cosa ti piace della cultura e delle varie lingue asiatiche?

La cultura asiatica è ricca, variegata, magica e misteriosa. Basti pensare che in tante zone praticano lo sciamanesimo e sono animisti. Credono negli spiriti della natura, hanno culti totemici, e i guardiani dei villaggi solitamente sono medium e indovini. Ogni villaggio ha un suo tempio con la statua di una divinità protettrice, che può essere un eroe del passato, un guerriero, un saggio, un imperatore o una figura ibrida come il Re Drago. La religione è un insieme di credenze sincretiche che coesistono in modo armonioso. L’aspetto più affascinante della ricerca è scoprire ogni sfumatura e addentrarsi nella realtà di questi popoli. Il suono della lingua cinese è gradevole e delicato per via dei quattro toni, che sembrano note musicali. Anche se la grammatica è più semplice rispetto a quella italiana, occorrono  anni di studio e di pratica per  poter parlare il cinese  con proprietà e sicurezza.

Quali lingue parli, so che sei anche una traduttrice, tradurre un autore asiatico e uno occidentale in cosa è diverso?

Parlo cinese e inglese. Tradurre autori asiatici non è sempre facile, perché il loro modo di esprimersi è completamente diverso. Bisogna capire la loro mentalità, per questo la traduzione non è solo letterale, ma anche culturale. (in che modo è diverso? Se ti va di fare un esempio, fai pure) Per esempio, se un orientale parla di “essere saltato in padella come un calamaro” intende “essere licenziato”. ( 🙂 )

Da circa 2 anni sei diventata anche una editrice, ti va di parlarcene un po’, come mai questa scelta?

Ho iniziato a tradurre autori nel 2011 collaborando con diversi editori. Per diversità di vedute e di approccio agli autori orientali, ho deciso di aprire la mia casa editrice. In questo modo posso svolgere nel migliore dei modi il mio compito di mediazione culturale. Collaboro con le Associazioni di Scrittori Cinesi, che si fidano ciecamente di me e vogliono avere un rapporto diretto durante le fasi di creazione del libro. (deve essere difficile ma anche molto bello,  una scelta coraggiosa 🙂 )

Hai vinto dei premi e non solo, com’è stato riceverli?

Ricevere un premio è sempre gratificante. Nel 2020, il  mio ultimo romanzo “Giada Rossa- Una vita per la libertà”, pubblicato dalla mia casa editrice, ha ricevuto due premi letterari. Penso sia un riconoscimento a questa storia-verità. Il mio intento è portare alla luce situazioni drammatiche, di sofferenza e di riscatto sociale in un contesto attuale. Nel 2016, la Regione Lombardia mi ha conferito il titolo di Standout Woman, per la cultura che trasmetto attraverso i miei libri e per la promozione delle tradizioni  delle minoranze etniche cinesi.  Nel 2018, in Cina ho ricevuto il certificato di “Friend of Chinese Literature”, un titolo molto ambito dai traduttori letterari. Questi premi riconoscono il mio impegno e la mia dedizione alla cultura. (complimenti 🙂 )

11 – Hai un genere che preferisci leggere quando ti vuoi rilassare? Un autore che preferisci in particolare op. no.

Mi rilassa leggere i reportage dei documentaristi che viaggiano alla scoperta di popoli lontani, e nei momenti di pausa leggo sempre la rivista Writer Magazine che l’Associazione Scrittori di Changchun, nel Nord della Cina, mi invia mensilmente. Scopro autori nuovi, cinesi, giapponesi e coreani,  da noi ancora sconosciuti. (in effetti non conosciamo molto queste culture 😦 )

12 – Immaginiamo che questa sera ti venisse offerto di andare ad assistere ad un incontro con un autore a scelta può essere vivente o no, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, chi vorresti incontrare e perché?

Vorrei incontrare Giacomo Leopardi perché è il mio mentore. Da bambina visitai la Casa-Museo di Recanati e rimasi colpita dalla grande biblioteca. Leopardi conosceva diverse lingue e, oltre a scrivere, traduceva testi dal greco, dal latino e dall’ebraico. Ho sempre nutrito una profonda stima nei suoi confronti. Penso che saremmo stati ottimi amici. (mi sa di si 🙂 )

13 – Immaginiamo adesso che potessi invitare qualcuno qui con noi a bere una tazza di tisana, chi inviteresti e perché?

Inviterei un’autrice giapponese che ho tradotto, si chiama Satoko Motoyama. Il suo  libro intitolato “La felicità secondo Sachiko” è pubblicato dalla mia casa editrice. Appena sarà possibile volerò in Giappone per farle visita. Mi aspetta per bere il sakè e pranzare nei “ristorantini nascosti” di Kyoto. Ricambierò invitandola in Italia, e invito gli italiani a leggere il suo libro, che è un vero spaccato di vita giapponese. (sembra interessante)

14 – Immaginiamo di essere ad una festa in costume, quale abito o maschera vorresti indossare e chi vorresti che ti invitasse e che ballo vorresti fare con lui o con lei?

Indosserei il costume tipico delle donne di etnia Naxi di Lijiang. L’abito, corredato di cappello, è chiamato “Porta la luna e indossa le stelle”, ed è simbolo della laboriosità delle donne in una società matriarcale. Vorrei che mi invitasse a ballare il capo-sciamano della cultura Dongba. A Lijiang, gli sciamani sono i detentori del sapere, i depositari del patrimonio culturale  spirituale. (hai qualche foto?)

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15 – Ami gli animali?  Ne hai uno?  Vuoi postare una sua foto? Chi comanda, lui o tu?

Ho una tartaruga acquatica di nome Perry. E’ un maschio di tre anni: buonissimo, ricettivo, di grande appetito. Vorrei postare una sua foto. Per il momento comando io, perché anche gli animali, come i bambini, hanno bisogno di essere educati e di riconoscere un’autorità. Da piccolo voleva mangiare solo gamberetti e biscotti energetici; crescendo gli ho variato la dieta inserendo frutti di mare, carne, pesce, frutta e verdura. Fondamentale è l’osso di seppia che rosicchia volentieri. Gradisce la vasca sempre pulita. In altre parole è un igienista. (ahahahah, certo  che devi mettere foto, mi è già simpatico 🙂 )

16 –  Passiamo a parlare dei nonni. Che rapporti hai con loro? Ci sono ancora? Se no, cosa vorresti potergli dire se avessi la possibilità di avere 5 minuti in loro compagnia? Se invece sei fortunata e li hai ancora tutti … dove vorresti potarli in gita e perché?

Ho vissuto la mia infanzia con i nonni materni. Purtroppo non ci sono più. Vorrei dire loro che sono sempre nei miei pensieri e che sono riuscita a realizzare il mio sogno cinese. Mia nonna era proiettata al futuro e alla tecnologia, le piaceva lo spazio. Quando ero piccola, insieme guardavamo il cartone di Mazinga. La porterei a fare un viaggio sulla Luna o in un’altra galassia. (mi è simpatica tua nonna 🙂 )

17 – Stessa domanda ma rivolta ai tuoi genitori.

I miei genitori e io viviamo vicini, condividiamo e abbiamo condiviso molte esperienze, e siamo sempre stati dei grandi viaggiatori. Mio papà soprattutto per lavoro, mia mamma per passione. Le è rimasto un unico desiderio: poter visitare Salvador de Bahia, dove Jorge Amado, scrittore che lei ama tantissimo, ha ambientato gran parte dei suoi romanzi. Un giorno vorrei esaudire il suo desiderio per ringraziarla di avermi sempre sostenuta nelle mie scelte. (al prossimo viaggio, allora 🙂 )

18 – Cosa pensi dell’amicizia maschile e al femminile? Hai una amica o amico del cuore?

L’amicizia tra un uomo e una donna può esistere solo quando non vi è interesse sentimentale da entrambe le parti. Ho alcuni amici uomini con cui collaboro nel campo letterario. L’amicizia al femminile è preziosa e perdura nel tempo anche se non c’è vicinanza geografica. C’è molta solidarietà tra le donne, che diventano come sorelle. Ho diverse amiche, e so che posso sempre contare su di loro, come loro su di me. (anche per me la “sorellanza” è importante 🙂 )

19 – Se potessi scegliere un’epoca in cui andare con la macchina del tempo, dove vorresti andare? E perché?

Vorrei andare alla Corte di Pechino, alla fine del 1400, per rassicurare l’imperatrice Li Tangmei, protagonista di un mio romanzo, e dirle di non temere la morte (fu avvelenata all’età di ventiquattro anni) ,perché nel 2016 la farò rivivere nel mio libro e resterà per sempre immortale. (mi piace come idea J,  pensa che ho fatto una cosa simile in un racconto che si trova all’interno dell’antologia uscita da poco, che ha come filo conduttore la macchina del tempo J, ma si tratta di una scienziata inglese)

20 – Quale libro vorresti scrivere domani?

Ho diversi progetti, ma per scaramanzia non ne parlo. Sicuramente riguarderanno l’Oriente e storie di vita vissuta. (allora li aspetto per segnalarli 🙂 )

21 – Se dovessi fare un regalo ai tuoi lettori,  cosa faresti e perché?

D’abitudine regalo il book trailer dei miei libri, per incuriosirli e portarli a conoscenza della trama. (bella idea)

22 –  Se domani ti offrissero un viaggio da fare subito,  dove vorresti andare e perché?

Andrei a Bagan, la Valle dei Templi in Birmania. Visiterei anche i templi con i gatti ammaestrati. Non conosco ancora questo Paese e mi affascina la sua spiritualità. (vengo anche io, come si fa ad ammaestrare i gatti… oddio,  Maya, la mia gatta, magari non sarebbe molto d’accordo :))

23 – In chiusura, cosa pensi di questa nostra chiacchierata e cosa avresti voluto che ti chiedessi?

E’ un’intervista piacevole, positiva ed esaustiva. Entrare in confidenza con lo scrittore significa anche riconoscerlo nei suoi libri. Vorrei che mi fosse chiesto: “Cos’è per te la felicità?” Risponderei: “Per me è la realizzazione dei  propri sogni.”  (vero 🙂 )

24 – Se vuoi lasciare il link del tuo libro e copertina, se vuoi aggiungere qualcosa per farti conoscere un  po’ di più, puoi farlo.

Ringraziandoti per  questa opportunità, lascio la copertina del mio libro con i link per l’acquisto dei formati Ebook e cartaceo, il link del booktrailer,  quello di Fiori d’Asia Editrice e quello del mio blog di scrittrice.  

https://www.ibs.it/giada-rossa-vita-per-liberta-ebook-fiori-picco/e/9788894476231

https://www.ibs.it/giada-rossa-vita-per-liberta-libro-fiori-picco/e/9788894476217

http://www.fioridasiaeditrice.com/

https://fioripicco.blogspot.com/

……………….

Grazie, spero che anche per voi sia stata un incontro piacevole, se vi è rimasta una curiosità o una domanda che avreste voluto che fosse stata fatta… scrivetemela e… magari ci sarà un seguito.

Alla prossima 🙂

MC


 [H1]o

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