HardBoiled 8: Il telefilm poliziesco

Appuriamolo subito come nei telefilm del tenente Colombo dove l’assassino viene svelato alla prima scena: la risposta esatta non esiste. E il quesito è di quelli amletici, sta alla letteratura come il dubbio «È nato prima l’uovo o la gallina?» sta alla cosmogonia. Eccolo: il giallo è davvero solo una moda o sono le serie tv ad averne alimentato il successo cambiando il nostro modo di leggere e trasformandoci in bulimici della serialità?

«Il giallo nasce già seriale, penso ai racconti di Allan Poe, a quelli di Agatha Christie o a Sherlock Holmes: non c’era mica bisogno di Sky o di Netflix» dice il siciliano Gaetano Savatteri «Mi piacciono quelle sulla mafia di Pif e Narcos». Poi spiega: «È vero che oggi c’è un eccesso del genere giallo: 20 anni fa erano considerati libri di serie B, da stazione, a Sciascia e Fruttero e Lucentini il merito di aver intuito che il giallo consente di raccontare l’Italia».
Alessandro Robecchi: «L’abitudine ai serial aiuta anche i lettori, piace affezionarsi ai personaggi, ma il successo è dovuto alla scuola giallistica italiana, che ormai è eccellente e non ha nulla a che invidiare a quelle, ad esempio, del Nord Europa. I libri di Savatteri rivelano Palermo in modo straordinario. E in tv resto inchiodato davanti a Rocco Schiavone (tratto dai romanzi di Antonio Manzini, ndr) e all’ineguagliabile Montalbano: nessuno ancora l’ha superato».
Francesco Recami: «La loro moda va di pari passo: molte serie tv sono tratte dai romanzi, è vero, ma ci sono pure tanti romanzi scritti apposta per diventare serie tv». La sua preferita? «Fargo: perché non si tratta dei soliti episodi dove un poliziotto indaga mentre seduce una bella signora, Fargo ha una costruzione geniale, gli eventi li tratta su più piani, verticale e orizzontale».
Marco Malvaldi: «Sono come i libri illustrati per i bambini: aiutano la transizione, in questo caso verso il testo. Il lettore sa subito da che parte stare: da quella dell’investigatore». Sherlock Holmes, tra l’altro, è il suo sceneggiato preferito: «Ma quello con Benedict Cumberbatch. E poi, tra gli italiani, adoro i classici: Montalbano e Nero Wolfe di Tino Buazzelli».

Tra gli altri media vi sono la televisione e la radio. La tv, in particolare, ha inciso moltissimo nel rivoluzionare il giallo negli ultimi decenni, creando figure nuove, originali, che si sono imposte presso un vastissimo pubblico internazionale. Si tratta di telefilm che hanno riscosso successo in tutto il mondo, fortemente impregnati dall’atmosfera del giallo e dalle sue caratteristiche, ma che hanno sempre contribuito a rinnovare il genere e a proporlo a una massa di persone certamente più notevole rispetto a quella raggiungibile dai libri.

Serie italiane

Il commissario De Vincenzi, ispirato al personaggio letterario creato dallo scrittore Augusto De Angelis, autore negli anni trenta di una serie di romanzi di genere poliziesco, la Rai ha dedicato fra il 1974 e il 1977 due serie televisive di successo, con Paolo Stoppa nei panni dell’investigatore.
Il commissario Maigret. I romanzi di Georges Simenon hanno ispirato negli anni Sessanta una produzione italiana di grande successo locale con Gino Cervi, accompagnata nella sigla dalle malinconiche note di Luigi Tenco.
Nero Wolfe, con Tino Buazzelli e Paolo Ferrari, è stata un’altra serie di successo di poco posteriore
Sarti Antonio, due diverse serie di telefilm di produzione italiana la prima e italo-tedesca la seconda, prodotte da RAIDUE negli anni tra il 1974 e il 1994, trasmesse in replica sia dalla Rai che da altre emittenti nazionali ed estere ancora oggi. Sono basate sul personaggio letterario creato dallo scrittore Loriano Macchiavelli.
Il commissario Montalbano, serie televisiva ispirata alle opere letterarie di Andrea Camilleri (che ha collaborato alla sceneggiatura) che vedono protagonista il personaggio immaginario Salvo Montalbano interpretato dall’attore Luca Zingaretti.
Don Matteo, serie televisiva con Terence Hill, in cui l’attore impersona il carismatico personaggio di un prete-investigatore che collabora con una Compagnia di carabinieri di cui fanno parte il maresciallo Nino Cecchini (Nino Frassica) e i capitani Flavio Anceschi (Flavio Insinna) e Giulio Tommasi (Simone Montedoro).

Roberto Roganti


Per chi si fosse persa la puntata precedente:


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