Segnalazione: Morte al villaggio giardino di Roberto Roganti

ciao,

vi segnalo il primo giallo di questo autore che molti di voi conoscono bene eseguono da anni.

per l’aquisto collanasenzascarpe@gmail.com fino ad esaurimento copie.

dav

Editore : Il Fiorino (19 maggio 2018)

Lingua : Italiano

ISBN-10 : 8875497451

ISBN-13 : 978-8875497453

Peso articolo : 140 g

Dimensioni : 12 x 1 x 17 cm

Prezzo : 12€ (IVA inclusa)

Un giallo veloce e maneggevole ambientato “a zonzo per Modena”.

Sei amici, descritti in chiave più o meno grottesca, un gruppo che può sembrare sconclusionato e irreale, ma proprio il concetto di “gruppo” è la molla vincente che consente al protagonista del romanzo, un giovane e intraprendente giornalista, di provare a risolvere un caso all’apparenza abbastanza confuso. I personaggi che si muovono in questo libro sono quasi tutti reali ed esistenti, ben conosciuti in ambito modenese. Il becchino, per esempio, è l’autore.

Un indagine che appassiona e diverte dalla prima all’ultima pagina, oscillando dal melodramma alla commedia fino all’inevitabile epilogo.

I cinqueperunosei (5x1_6)

Stefano Soranna, detto Pulitzer, giornalista

Luigi Guicciardi, detto Cataldo, commissario di polizia

Mauro Sighicelli, detto Sighi, ex atleta

Luca Bagnoli, detto Armani, agente di commercio

Armando Bruzzi, detto Malora, commerciante di vino

Roberto Roganti, detto Grogghino, becchino

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Ecco cosa dicono di questo libro….

Un giallo veloce e maneggevole ambientato “a zonzo per Modena”.

Sei amici, descritti in chiave più o meno grottesca, un gruppo che può sembrare sconclusionato e irreale, ma proprio il concetto di “gruppo” è la molla vincente che consente al protagonista del romanzo, un giovane e intraprendente giornalista, di provare a risolvere un caso all’apparenza abbastanza confuso. I personaggi che si muovono in questo libro sono quasi tutti reali ed esistenti, ben conosciuti in ambito modenese. Il becchino, per esempio, è l’autore del libro.

Un indagine che appassiona e diverte dalla prima all’ultima pagina, oscillando dal melodramma alla commedia fino all’inevitabile epilogo.

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Quando Roberto mi ha preannunciato l’intenzione di scrivere un romanzo giallo, mi è sembrata un’impresa disperata. Come introdurre nella rutilante schiera di commissari, poliziotti, investigatori privati e dell’incubo dei nuovi personaggi senza rischiare di scimmiottare qualche autore che lo ha preceduto, come farli emergere sulle migliaia di protagonisti che hanno costruito la storia e la leggenda del romanzo giallo?

Eppure Roberto c’è riuscito, descrivendo il carattere di sei amici in chiave più o meno grottesca, sviluppando una indagine in maniera scorrevole, divertente e a tratti travolgente, in cui il concetto di “gruppo”  è la molla vincente che consente al protagonista del romanzo, un giovane e intraprendente giornalista, di provare a risolvere un caso all’apparenza abbastanza confuso. La novità è proprio questa: con uno stile asciutto, basato solo su fatti chiari e precisi, Roganti non lascia spazio ai sentimenti dei personaggi o alle descrizioni oziose e stucchevoli degli ambienti, in modo tale da coinvolgere il lettore in una rapida galoppata verso aspetti e considerazioni utili all’inchiesta del giornalista mediante l’appoggio di  alcuni amici, meno centrali ma delineati con strepitosa abilità descrittiva, avvicendati a ricoprire  i ruoli base di questa storia. Osti, avventori, ubriaconi, poliziotti, professori, personaggi bizzarri eppure tenerissimi e ricchi di quell’umanità che le convenzioni della società tendono a soffocare, il gruppo di amici può anche sembrare sconclusionato e irreale, ma ci appassiona e diverte ugualmente dalla prima all’ultima pagina, oscillando dal melodramma alla commedia fino all’inevitabile epilogo.

Innovativa poi l’idea di svelare l’indagine tramite gli articoli di un giornale locale dove il protagonista, un anti-eroe senza macchia e senza spada, alla stregua di un novello Peter Parker, conduce i suoi affezionati lettori nell’intreccio degli eventi, in una specie di metonimia in cui chi scrive e chi narra sono la stessa persona, ma anche, parafrasando Pirandello, “uno, nessuno e… centomila”.

Roganti, quindi, si inserisce a pieno diritto nel ristretto novero dei moderni giallisti, facendo nella letteratura ciò che i più accorti registi americani stanno ora tentando di fare nelle serie poliziesche televisive: tolta la pistola dal giubbotto del commissario e spente le automobili degli improbabili inseguimenti in città o in autostrada, si sono chinati ad ascoltare i battiti del cuore dei protagonisti. Roberto si è rivelato in ciò un autentico scrittore, con una mano leggera e sempre vicina al lettore, che in cambio può chiedere solo di far rivivere ancora i personaggi a cui inevitabilmente si sta affezionando.

Mauro Sighicelli

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Roberto Roganti, nato a Modena, di professione fisioterapista, è un prolifico autore di album fotografici poe-tici, sillogi, poesie, racconti autobiografici, opere eno – gastro – culinarie, raccolte e antologie. E’ al suo primo “giallo”, che si connota  prima di tutto per l’originalità di caratterizzare sei personaggi realmente esistenti nella vita al ruolo di protagonisti del lungo racconto, trasportandoli dalla realtà dei soggetti alla fantasia degli avvenimenti.

Così un giornalista, un commissario, un allenatore sportivo, un agente di commercio, un rivenditore di vino e un impresario di pompe funebri si ritrovano e in qualche modo si alleano per risolvere uno strano caso: la morte di un signore caduto dal balcone del suo appartamento sito al nono piano. La storia è ambientata in un quartiere di Modena, il Villaggio Giardino, e si discosta raramente da questa zona. Comunque, ogni luogo in cui sono descritte le scene dell’indagine è riportato con dovizia di particolari per cui il lettore non esita a comprendere dove si stanno svolgendo i fatti in ogni particolare frangente. Così Roberto è riuscito, descrivendo il carattere dei sei amici in chiave più o meno grottesca, a sviluppare l’indagine in maniera scorrevole, divertente e a tratti travolgente. Il concetto di “gruppo” è la molla vincente che consente a uno di loro di provare a risolvere un caso all’apparenza abbastanza confuso.

Ed è proprio questa la novità: con uno stile asciutto, basato solo su fatti chiari e precisi, Roganti non lascia scampo ai sentimenti dei personaggi o alle descrizioni stucchevoli e oziose degli ambienti, in modo tale da coinvolgere il lettore in una frenetica galoppata verso aspetti e considerazioni utili all’inchiesta del giornalista mediante l’appoggio dei suoi tanti amici. Sono poi tutti personaggi bizzarri eppure tenerissimi e ricchi di quell’umanità che le convenzioni della società tendono a soffocare; possono sembrare sconclusionati o irreali, ma il lettore si diverte ugualmente dalla prima all’ultima pagina, oscillando dal melodramma alla commedia fino all’inevitabile epilogo. Innovativa poi l’idea di svelare l’indagine tramite gli articoli di un giornale locale dove il giornalista, un anti-eroe senza macchia e senza spada, alla stregua di un novello Peter Parker, conduce i suoi ipotetici affezionati lettori nell’intreccio degli eventi, in una specie di metonimia in cui chi scrive e chi narra sono la stessa persona, ma anche, parafrasando Pirandello, “uno, nessuno e… centomila”. Roganti, quindi, si inserisce a pieno titolo nel ristretto novero dei moderni giallisti, duellando a pieno diritto con Luigi Guicciardi, portando in letteratura ciò che i più accorti registi americani stanno ora cercando di fare nelle serie poliziesche televisive: tolta la pistola dal giubbotto del commissario e spenti i motori delle automobili impegnate da sempre in improbabili inseguimenti, si sono chinati ad ascoltare i battiti del cuore dei protagonisti. Ci aspettiamo da Roberto ora di far rivivere ancora i suoi sei personaggi che hanno conquistato il cuore e l’affetto dei suoi tanti lettori.

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Massimo Ghigi

La prima indagine dei ‘cinqueperunosei’ !

Recensito in Italia il 22 marzo 2019

Come dichiarato dell’autore stesso nell’introduzione dell’opera, ci troviamo davanti ad un libro bello veloce, senza tanti ‘fronzoli’, ma la scelta stilista fatta da Roberto Roganti è assolutamente condivisibile. Il risultato è una storia che dimostra come sia possibile realizzare un romanzo intrigante e che arriva dritto al lettore, senza bisogno di pagine e pagine di descrizioni per far capire a chi legge luoghi, fatti e personalità dei personaggi.

La trama gialla è semplice: un uomo cade dal terrazzo di casa a muore, una ringhiera poco sicura sembra la causa della tragica fatalità ma a Stefano Soranna e ai suoi amici la cosa puzza parecchio, ci sono indizi, stranezze sulla dinamica del presunto incidente ed emergono notizie sulla situazione familiare dell’uomo che fanno pensare a tutto fuorché a un incidente: suicidio? Omicidio da parte della moglie? (peraltro con problemi di salute).

L’originalità del romanzo sta nel come l’autore porta avanti l’indagine, scandita dagli incontri del gruppo ‘cinqueperunosei’ in cui ogni componente, ognuno nel proprio ambito lavorativo, riesce a carpire informazioni preziose dalla gente per poi, di volta in volta, sottoporle al gruppo con cui si confronta e tirare quindi le somme; il risultato di questi incontri non sono altro che gli articoli che Soranna scrive e che il lettore ha la possibilità di leggere in prima persona. Idea veramente interessante!

Altra scelta vincente di Roberto Roganti è scrivere di ciò che conosce! Molti personaggi tra protagonisti e comprimari esistono veramente, perfetta anche l’ambientazione della storia a Modena che emerge in tutta la sua genuinità e schiettezza con fatti e luoghi descritti dall’autore; ovviamente il tutto è ‘adattato’ per esigenze letterarie e ci sta assolutamente. Qui c’è veramente tanto dell’autore che, con la sua simpatia, schiettezza ed esuberanza ci fa sentire tra amici; così, mentre ascoltiamo gli scambi di battute del simpatico gruppo ‘cinqueperunosei’, ci rende parte integrante della combriccola, ne sentiamo il calore umano e percepiamo la voglia di aiutarsi l’un l’altro, vuoi per realizzare l’articolo della vita, vuoi per risolvere una ingarbugliata indagine e dare soddisfazione a opinione pubblica e superiori.

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