Una tisana con….. Federica Pannocchia

Ciao,

oggi ci rilasseremo con  una nuova amica che ama molto aiutare gli altri e che ha una visione della vita ……

Buona lettura:)

fonte: autrice

DOMANDE

 1 – Per iniziare dimmi dove preferisci che ci sediamo per chiacchierare con la nostra tazza di tisana e perché hai scelto questo luogo.

Innanzitutto grazie per essere qui con me… sceglierei un posto tra la natura. Un posto calmo, pacifico. Il mare all’orizzonte, il silenzio intorno a noi. (nel caos di tutti i giorni un  posto super rilassante ci sta 🙂 )

fonte: autrice

(che bella immagine)

2 – Che tisana hai scelto e perché proprio questa?

Una tisana alla menta dolce. Così da essere rinfrescante ma anche da avere un sapore delicato. (ho bevuto il te alla mente, ma mai la tisana … un tipo di menta in  particolare o va bene qualsiasi tipo?) Va bene qualsiasi tipo 🙂

 3 – Se dovessi venire in camera tua, che libri troverei sul tuo comodino?

Al momento sto leggendo il libro di Roberto Giordano “IRENA SENDLER – La terza madre del ghetto di Varsavia” che parla di una storia d’ispirazione per ognuno di noi, dando voce a un volto di alta umanità, generosità e bontà, quello di Irena Sendler, infermiera e assistente sociale polacca, proclamata Giusta tra le Nazioni nel 1965 per aver salvato, con i suoi collaboratori della resistenza polacca, 2.500 bambini dal Ghetto di Varsavia. Una storia indimenticabile e di grandi insegnamenti. (bella come storia, grazie per averne parlato)

 4 – E nella tua borsa?

Il Diario di Anne Frank, questo sempre! È una testimonianza così preziosa, dolorosa ma al contempo piena di vita. È una testimonianza che mi ha cambiato la vita. Le parole di Anne Frank sono ancora così attuali. I suoi ideali, le sue riflessioni… Anne era una ragazzina comune, speciale è stato il modo in cui ha vissuto. La storia di Anne rispecchia le storie di molti bambini di oggi, privati della libertà, allontanati perché definiti “diversi”… (ho letto il suo diario tanti anni fa, e ricordo ancora il dolore che provai leggendolo :()

Anne Frank ha sempre desiderato la pace, fino alla fine ha creduto nell’intima bontà dell’uomo. Le sue parole sono speranza per me. Ho avuto modo di conoscere suo cugino, Buddy Elias, una persona meravigliosa. Sono in stretto contatto con la scrittrice Cara Wilson Granat, che per anni ha corrisposto con Otto Frank (papà di Anne) fino al giorno del loro incontro… la famiglia Frank per me è speciale, e lo sarà sempre. Perché mi ha permesso di essere la persona che sono oggi.

Il mio motto è infatti diventato: “Che bello il fatto che nessuno debba aspettare un momento particolare per iniziare a migliorare il mondo.”! (mi piace come frase)

 5 – Preferisci leggere in cartaceo o E-book?

Cartaceo, assolutamente. Niente per me può sostituire la magia di prendere un libro in mano, di respirarne l’odore, di sentire quel brivido quando giriamo una pagina… sono stata abituata da sempre ai libri in cartaceo e adesso non potrei più tornare indietro.

 6 –  Hai mai letto i fumetti? Se si, quali? Ne hai uno che ti è rimasto nella memoria?

Sono cresciuta con “Paperino” e “Topolino” quindi diciamo che questi sono quelli che mi sono rimasti nella memoria. È sempre bello rimanere bambini, e quando mi capita di leggere qualche fumetto come “Paperino” o “Topolino”, non rinuncio mai. È un ottimo modo per rilassarsi, per stare in un mondo di storie composte da personaggi che celebrano l’amicizia e la famiglia vivendo avventure e situazioni assurde, ma perfette anche per farsi due risate! (diciamo che con paperino si ride facile 🙂 )

 7 –  Ti piace andare al cinema, a teatro? Cosa preferisci vedere? Quale è l’ultimo film che hai visto? Ti è piaciuto? E a teatro?

Adoro andare al cinema e a teatro! Sono due mondi magici per me che mi permettono di proiettarmi mentalmente ed emotivamente in un’altra vita, in una storia, in delle avventure… Tra i due preferisco il teatro perché riesco a sentire tutto maggiormente, gli stati d’animo mi travolgono ed è tutto più vivo, vero. L’ultimo spettacolo teatrale che ho visto è l’opera rock “Notre Dame de Paris” di Riccardo Cocciante. Ho visto più di una versione di questo spettacolo e ogni volta che finisce mi prometto che tornerò a vederlo, specialmente con il cast originale. Mi ritrovo a guardare personaggi ricchi di sfumature, le loro scelte non sono “bianche o nere” e non sono sempre perfette. Sono esseri umani. L’opera è ricca di musiche coinvolgenti, bellissime, di messaggi forti, di scene che fanno trattenere il respiro ma anche di emozioni e gesti che donano speranza. Si parla di amore, di rifiuti, di crescita, di violenza, di esclusione… diciamo che i messaggi sono davvero attuali. A parlare spesso sono i clandestini, gli “avanzi della società” che non sono altro che esseri umani, che meritano come tutti quanti una vita degna di essere vissuta le cui grida però troppo spesso finisco nel silenzio dell’indifferenza. È uno spettacolo che consiglio a tutti, a partire dai 10 anni. (è uno dei spettacoli che spero sempre di poter andare a veder nell’Arena di Verona)

In merito al mondo del cinema l’ultimo film che ho visto è “Piccole Donne” di Greta Gerwig, adattamento del classico di Louise May Alcott, che narra la storia di quattro sorelle durante la guerra civile americana. Onestamente non ho mai guardato le versioni precedenti del film mentre questo mi ha incuriosita da subito. Ed è stato bellissimo. Ero a Milano, quel giorno. Fuori faceva freddo, e dopo aver visitato la città e vari Musei mi sono rilassata al cinema. Mi è piaciuto molto questo film perché dà voce e spazio a tutte e quattro le sorelle, così diverse tra di loro, eppure intelligenti, dolci, vogliose di fare e imperfette. Mi è piaciuta molto la dinamica che si è creata fra le varie scene, l’arricchimento della sceneggiatura con i vari flashback, i rapporti tra le sorelle, la loro sintonia, le storie d’amore, i sogni diversi, l’esserci l’una per l’altra, le cadute e le risalite, la difficoltà di capire chi siamo, il dolore quando perdiamo chi amiamo, il riuscire a mettere una gamba davanti all’altra… è una storia classica, ma raccontata in una nuova versione arricchita dalla magia del Natale. È consigliabile a tutti. (hai letto anche il libro? Io si da ragazzina più di una volta 🙂 ) No, non ho mai letto il libro. Solo qualche estratto ma voglio assolutamente recuperare. (leggilo e poi m idirai 🙂 )

 8 –  La TV la guardi? Cosa? Ci sono serie TV che segui? Una serie TV che hai visto quando eri più giovane e che ti è rimasta nel cuore.

Quasi mai! Ci sono pochi programmi interessanti alla televisione e fin troppo spesso le varie trasmissioni sembrano voler seguire un’unica strada. Preferisco scegliere io che cosa guardare e quando farlo. In genere prediligo film in lingua inglese. Da piccola guardavo molto i cartoni animati (anche con mia mamma, prima di andare a scuola) (questa è una bella abitudine J guardarli assieme), e in merito alle serie mi piacevano “Sei forte maestro” e “Amico mio”. Ero molto piccola ma ricordo bene la sigla di quest’ultimo. La serie era ambientata in un ospedale ed era ricca di storie coinvolgenti. La sigla mi è sempre rimasta nel cuore, con quella melodia struggente, la mia mente subito iniziava a volare… Come le lucciole, le stelle brillano sulla città, la sera splendono, e nοn aspettano, ίl sole che νerrà. Sopra gli alberi, su strade e νicoli, come υn miracolo, scintillerà. Dietro le nuνole, c’è sempre υn raggio, che sfaνilla già…”

9 – Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e perché.

Ho iniziato a scrivere all’età di sette anni e tutto è successo naturalmente. Ricordo che iniziai a riempire i quaderni con le mie storie, per poi passare alla macchina per scrivere e infine al computer. Alcune storie le leggevo ad alta voce a mia mamma e a mia sorella, come se fossero stati libri importantissimi! Adesso quasi m’intenerisco di quella piccola me che già si sentiva così vicina alla scrittura. Ricordo come anche a scuola fossi felicissima ogni volta in cui il mio insegnante di italiano assegnava a me e al resto della classe un tema. Scrivere per me è meraviglioso, è un modo per raggiungere così tante persone, per confrontarmi, per raccontare storie, per dare voce a chi non ne ha una. Recentemente ho anche iniziato a scrivere in forma più riflessiva, sia per me stessa sia a volte condividendo i miei pensieri con gli altri. Diciamo che la scrittura mi ha aperto un sacco di porte non solo permettendomi di avviare numerosi progetti ma anche permettendomi di aprire una nuova finestra nel mio cuore che dà accesso a un mondo straordinario, magico. (la fantasia è un  mondo bellissimo da coltivare e che apre molte porte in modi diversi)

10 – Come mai hai scelto questo genere di scrittura?

Scrivo libri di narrativa per dare sfogo alla mia fantasia e per raccontare storie. In genere i protagonisti dei miei libri sono bambini, ragazzi o giovani adulti. I temi trattati però sono spesso molto forti. Sono una ragazza positiva per natura, dentro di me vigono sempre la speranza e la gentilezza, quindi diciamo che i miei protagonisti in genere seguono queste caratteristiche perché altrimenti mi sentirei di forzare troppo i miei personaggi, che invece giorno dopo giorno mi ritrovo a conoscere sempre di più e a farli entrare dentro di me. Le tematiche che tratto invece sono molto forti, buie. E in tutto questo buio c’è sempre della luce. Attualmente sto scrivendo un nuovo libro che non vedo l’ora di condividere. È un viaggio dentro me stessa, dentro il lavoro della mia Associazione, arricchito da preziose esperienze e testimonianze di Sopravvissuti al dramma della Shoah e di eroi contemporanei, ovvero quelle persone che hanno deciso di fare qualcosa per migliorare la nostra società. Perché credo fermamente che dalle piccole scelte possano nascere grandi cose. (allora lo aspetto per la segnalazione) Grazie!!

Nel 2016 invece ho avuto l’immenso onore di pubblicare con la casa editrice Eden Editori il mio libro di narrativa “Quando dal cielo cadevano le stelle”, che racconta la storia di Lia, tredicenne italiana, che vive a Roma con la sua famiglia. Ha passioni, sogni, difficoltà…ma d’improvviso la sua vita viene stravolta dal rastrellamento del ghetto ebraico del 16 ottobre 1943 ed è costretta a perdere la libertà, la dignità e l’identità con l’unica colpa di essere ebrea. (ho l’impressione che questo tema ti coinvolga molto o mi sbaglio?) Proprio così, è un bisogno che sento dentro, sai quando non possiamo rinunciare a qualcosa, o far finta di niente? È diventata una vera e propria missione, per me. (si ti capisco)

Scrivere inoltre mi permette di conoscere persone meravigliose, lettori che diventano amici, anche giovanissimi. Sentirli parlare dei miei libri e dei miei personaggi per me è sempre un’emozione fortissima e ne sono infinitamente grata.

11- Vedo che scrivi anche sceneggiature, è da molto che le scrivi e di cosa trattano?

Diciamo che ho iniziato il percorso della scrittura di sceneggiature per caso. Ed è un percorso difficile, complicato. Quando ho iniziato non avevo studi o esperienze alle spalle ed essendo una scrittrice di libri ho trovato il meccanismo di stesura di una sceneggiatura difficile e molto complesso, proprio perché mi sono ritrovata in contatto con elementi nuovi o opposti ai miei precedenti metodi di lavoro. (se un autore volesse cimentarsi nella sceneggiatura, cosa gli consiglieresti?) Sicuramente di studiare, di leggere manuali di insegnamenti e anche di leggere sceneggiature così da cimentarsi nei vari stili ed entrare proprio dentro alla struttura per la scrittura delle sceneggiature. E poi di provare, provare e provare… (grazie)

 Nel 2014, poco dopo aver costituito l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank, sono stata contattata da un figlio della Shoah (i cui parenti furono deportati nei campi di sterminio o uccisi durante l’Eccidio delle Fosse Ardeatine) il quale mi telefonò dopo aver letto alcuni miei articoli o testi. Si trattava di Israel Cesare Moscati, una persona straordinaria che è divenuto un mio carissimo amico. Israel ha sempre combattuto contro i fantasmi della sua sofferenza, si è sempre battuto per dare voce alle testimonianze della sua famiglia e alle storie di Sopravvissuti e vittime al dramma della Shoah. Era un regista di documentari di successo distribuiti da Rai Cinema e di moltissimi altri film e progetti. Mi chiese se volevo affiancarlo nella stesura di altre sceneggiature e nella creazione di nuovi prodotti educativi sapendo della mia passione e del mio bisogno di incoraggiare a ricordare, a imparare dagli errori del passato e sapendo del mio lavoro in quanto Presidente dell’Associazione e in quanto scrittrice. Fui onorata della sua proposta ma gli dissi subito che non ero una professionista, lui mi disse che mi avrebbe aiutata. E così è stato. E così, al fianco di Israel, ho imparato a scrivere sceneggiature, sbagliando, correggendomi… sto ancora imparando naturalmente ma non appena ho modo di scrivere sceneggiature subito torno ai suoi insegnamenti. Sfortunatamente Israel se n’è andato troppo presto lo scorso anno a causa di un infarto, ma ogni volta che una nuova sceneggiatura prende forma penso immediatamente a lui, a tutto ciò che mi ha insegnato (mi sarebbe piaciuto conoscerlo, credo che saremmo andati d’accordo)

In genere scrivo libri, articoli, e non sceneggiature. Quando però sento il bisogno di trasformare una testimonianza, una storia o un racconto in sceneggiatura lo faccio basandomi su ciò che ho imparato, sulle mie esperienze e concentrandomi sui messaggi che voglio dare. Scrivo sceneggiature su progetti o tematiche poco conosciute, affinché sia possibile portare a un cambiamento che possa iniziare col far parlare maggiormente di una determinata tematica. Poi, chissà cos’altro arriverà… c’è sempre così tanto da fare e da imparare! (è vero, non si finisce ma di imparare… la vita ci insegna sempre qualcosa di nuovo … se sappiamo osservare e farne tesoro)

12 -Il prossimo anno uscirà un tuo cortometraggio con una protagonista importante, Ludovica Nasti (L’Amica Geniale), di cosa tratta? 

Tengo davvero tanto a questo progetto e sono davvero grata che stia prendendo sempre più forma. Abbiamo girato a dicembre, in Toscana, e non avrei potuto desiderare un cast tecnico e artistico migliore. ​​Per la prima volta in assoluto gli ideali di Anna Frank sono raccontati sullo schermo attraverso gli occhi di un’adolescente. Una storia raccontata da Ludovica Nasti nel ruolo della protagonista, un’Anna Frank moderna che incoraggia a riflettere sul dramma della Shoah sul valore della memoria oggi, sulle difficoltà dell’adolescenza, ad aiutare chi ha bisogno e a combattere contro ogni forma di discriminazione e indifferenza. Una storia che ci accompagna in un viaggio straordinario che è la vita. Un grido che ci arriva dal passato per ricordarci che ognuno di noi ha il diritto alla libertà e ad essere ciò che vuole. (quando si potrà vedere e dove?) Il cortometraggio uscirà a gennaio 2021. Ci saranno varie anteprime in Italia, partecipazione a Festival, la possibilità di acquistare il DVD, un tour nelle scuole… sarà un onore immenso nonché una grandissima emozione poterlo far, finalmente, uscire. (posso immaginare, e  secondo me,  andare per le scuole è una bella iniziativa)

Ho personalmente desiderato Ludovica nel ruolo della protagonista e non avrei potuto fare una scelta migliore. Sia Ludovica sia sua mamma sono persone eccezionali. Ludovica non solo è una bravissima attrice ma è una persona straordinaria a livello umano e sin dal primo giorno di set si è rivelata un’amica, una fonte d’ispirazione, una compagna di gioco e d’avventura. Lo stesso tutti gli altri membri. Questo cortometraggio che ho scritto – la cui poi sceneggiatura è stata ampliata dalla bravura di Cristiana Bertolotti e Mattia Mura, che è anche il regista del cortometraggio stesso – tratta di tematiche sociali, attuali… non avremmo mai potuto realizzarlo senza la sensibilità delle persone coinvolte, dalla prima all’ultima. E ne sono infinitamente grata. Il cortometraggio è prodotto da Studio Emme di Sergio Martinelli e Sara Martinelli e da Helix Pictures. Uscirà a breve e non vedo l’ora di poter raccontare di più. Si tratta di una vera a propria missione, di un progetto che vuole essere per tutti e di tutti. Un progetto inclusivo che per la prima volta porta gli ideali di Anne Frank nella nostra società oggi, per incoraggiare a ricordare e per domandarci chi sono le Anne Frank moderne? Coloro che ancora vivono ai limiti della società. E che cosa possiamo fare noi, oggi, per abbattere ogni forma di discriminazione e indifferenza? (non si era capito che l’argomenti ti stesse così a cuore 🙂 )

13 -Posso chiederti quale è la differenza tra un cortometraggio e un film?

Certo, non sono un’esperta ma posso dirti che un cortometraggio in genere dura al massimo 30 minuti mentre un film ha una durata maggiore. Sicuramente con un cortometraggio anche la storia da raccontare è diversa perché il tempo è più limitato e dobbiamo far capire le cose “più velocemente”.  (diciamo cortometraggio uguale racconto, film  uguale libro?) Esatto!

Ho scelto di scrivere per la prima volta in autonomia una sceneggiatura per un cortometraggio e non per un film anche per questione di budget. Non nego però che un mio sogno sarebbe anche quello di vedere qualcosa da me scritto trasformarsi in film. (piacerebbe anche a me 🙂 )  E allora un grandissimo in bocca al lupo! Tu provaci, e poi vedrai che cosa succederà!

Ho vari progetti nel cassetto, anche in collaborazione con amici sceneggiatori, vedremo. Io continuo a essere ottimista, come in ogni cosa quantomeno l’importante è provarci, lottando, cadendo, rialzandoci, facendo di tutto… poi se una cosa deve funzionare funziona, altrimenti significa che non doveva accadere.

14 -Di solito le sceneggiature le scrivi da sola o con altre persone?

Di solito le scrivo da sola. Mi siedo davanti al computer e do voce ai messaggi, alle emozioni e ai dialoghi che sento dentro di me. Spesso sono i personaggi stessi ad aiutarmi nello sviluppo della sceneggiatura: più li conosco, più mi sento in sintonia con loro e con le loro possibili scelte, giuste o sbagliate che siano, che però permettono uno sviluppo più completo del testo. In merito alla sceneggiatura de Il nostro nome è Anna dopo la prima stesura sono state fatte varie revisioni e infine, con immenso onore, è stata scritta a tre mani da me, Cristiana Bertolotti e Mattia Mura. Credo molto in un lavoro di squadra se circondata da persone umili, umane, sensibili, qualità che ho riscontrato sia in Cristiana sia in Mattia ed è stato un dono immenso.

In ogni caso sia per la stesura di sceneggiature sia per la stesura di libri la musica, per me, gioca un ruolo davvero importante e mi aiuta moltissimo nello scrivere le varie scene e i vari passaggi. Permettendomi di sentire le emozioni a un livello altissimo. (anche per me la musica è importate)

15 -Sei da qualche anno Presidente dell’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank, ti va di parlarci di come è nata, di cosa si tratta e quali risultati fino ad ora ha riportato?

fonte: autrice

Assolutamente sì e grazie per lo spazio dedicato alla mia Associazione, per l’interesse e la sensibilità! Ho costituito l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank nel 2014. All’età di 13 anni ho letto per la prima volta Il Diario di Anne Frank e da lì non ho più potuto dimenticarlo. Poiché anche io adoro scrivere ho subito sentito Anne molto vicina a me; grazie alle sue parole e alla sua testimonianza mi sono avvicinata a uno dei periodi più bui della Storia Europea e ho imparato a come poter continuare a sorridere alla vita nonostante tutto. In contemporanea mi rendevo conto che ancora vi era troppa discriminazione e indifferenza. Da quando poi nel 2014 durante le ricerche per la stesura del mio primo libro ho avuto modo di approfondire le mie conoscenze sul dramma della Shoah guardando film e documentari, leggendo, visitando siti web… sono entrata in contatto con Cara Wilson Granat – autrice statunitense che per oltre 20 anni ha corrisposto con Otto Frank (papà di Anne e Margot Frank) fino al giorno del loro incontro. Ancora oggi Cara è una delle amiche più strette che ho. Lei mi ha subito accolto nella sua vita mostrandomi un altro lato del mondo composto da rispetto, amore, gentilezza. Grazie a Cara inoltre ho avuto modo di entrare in contatto con Buddy Elias – cugino di Anne e Margot Frank – e di conoscere meglio la loro famiglia, la loro storia. È stato un dono immenso! Così mi sono resa conto che in Italia mancava un centro, un’Associazione, che con onore avrebbe portato il nome di Anne Frank, non per mettere la sua figura su un piedistallo, ma per incoraggiare a ricordare, a sapere e a testimoniare partendo da un volto noto. E così, con il pieno supporto di Buddy e Cara, ho fatto questo salto nel vuoto. Avevo dubbi e perplessità poiché non sapevo come le persone avrebbero preso la nascita della mia Associazione, ma sapevo anche che non volevo aspettare oltre. E fortunatamente è stata accolta splendidamente e adesso è seguita e supportata da numerose persone, Sopravvissuti al dramma della Shoah, scuole, biblioteche, docenti, educatori, studenti, volontari, Fondazioni, Associazioni… e ne sono infinitamente grata. Delle volte stento a credere che un dono così grande sia toccato a me, perché da quando sono diventata Presidente dell’Associazione sono cambiata, la mia vita è cambiata. Ho conosciuto e continuo a conoscere persone straordinarie; dai bambini agli adulti, dai Sopravvissuti al dramma della Shoah ai migranti: dai nostri volontari ai nostri sostenitori… e ne sono infinitamente grata. Partendo dalla storia di Anne Frank ci impegniamo nell’incoraggiare a non dimenticare e a testimoniare, questo per imparare dagli errori del passato e costruire oggi una società migliore basata sulla Memoria, sull’amore, sul rispetto, sull’inclusione, sull’accoglienza e sulla pace. Lo facciamo attraverso numerosi progetti educativi: laboratori nelle scuole, Viaggio della Memoria Promemoria_Auschwitz (a cura dell’Ass.ne Deina), incontri con testimoni e Sopravvissuti, mostra itinerante “Io sono Anna Frank”, progetti a favore dei bambini italiani e non che vivono situazioni di disagio. (credo che sia importante anche per ricordare,  per far si che i giovani non dimenticano e molto altro…) Assolutamente sì!

Non ci fermiamo mai! Ci sono ancora così tante cose da fare ed è necessario continuare a ricordare, a sapere, a porsi domande. A dire NO a qualsiasi forma di ingiustizia, discriminazione, bullismo, razzismo e indifferenza.

Di cuore grazie a chiunque cammina al nostro fianco. (grazie a te per averci fatto conoscere questa realtà)

16 – Ho letto che reciti, cosa ti ha spinto a fare questa esperienza?

Ho sempre adorato creare delle piccole scenette da mostrare alla mia famiglia e sin da piccola mi rendevo conto quanto mi piacesse prendere parte a spettacoli. Attraverso la recitazione e la danza trovavo altri modi per esprimermi e credo che attraverso la recitazione sia possibile raccontare storie (un po’ come accade con la scrittura), e raccontare emozioni attraverso vicende inventate o realmente accadute. È un’arte che mi fa stare bene, che continuo a studiare perché c’è sempre qualcosa da imparare, e che mi permette di conoscermi meglio e di vivere nuove avventure, di conoscere nuove persone (recentemente sono stata a Catania a girare un film e sia il cast tecnico sia il cast artistico sono diventati per me una seconda famiglia!) nonché di visitare luoghi in cui altrimenti non sarei mai andata! (ma come fai a fare tutte queste cose??????????)

17 – Preferisci teatro o cinema per recitare?

Non saprei decidere, penso che siano due forme d’arte straordinarie per raccontare storie. Personalmente mi piace prendere parte a progetti che mi interessano, che mi incuriosiscono, i cui personaggi possono mettermi alla prova, insegnarmi, e raccontare storie che meritano di essere raccontate. Per me è importante tutto ciò e di conseguenza se si tratta di uno spettacolo teatrale o di un film ma ha tutti questi ingredienti, allora so che è un’esperienza che voglio vivere, indipendentemente da ciò. E poi, in ogni caso c’è sempre tantissimo da imparare!

18 – Hai un genere che preferisci leggere quando ti vuoi rilassare? Un autore che preferisci in particolare op. no.

Assolutamente sì. Premetto che adoro leggere specialmente libri che trattano tematiche per me importanti, vicine o che comunque mi permettono di crescere e imparare. Delle volte però sono talmente sommersa da impegni che ho proprio bisogno di “staccare la spina” e rilassarmi. In questi casi mi tuffo nella lettura di libri scritti da autori quali “Jeffery Deaver” e “Sophie Kinsella”. Del primo prediligo la saga di romanzi con protagonisti Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, due personaggi complessi e al contempo intelligenti. Del secondo prediligo la serie con protagonista Becky Bloomwood che vive numerose situazioni esilaranti. (meno male…sei umanaaaaaaaaaaa 🙂 )

19 – Immaginiamo che questa sera ti venisse offerto di andare ad assistere ad un incontro con un autore a scelta può essere vivente o no, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, chi vorresti incontrare e perché?

Anne Frank, sicuramente. Anne Frank ha cambiato la mia vita per sempre, in meglio. Questa giovane ragazza comune, che ha vissuto in maniera speciale la sua vita nonostante tutto. Che ha vissuto anni indietro ma i cui ideali sono ancora oggi così attuali.

Anne Frank nonostante la paura decise di testimoniare, di far sapere, e ci ha dato in dono un diario, incoraggiandoci a fare lo stesso, a far sentire la nostra voce anche se oggi in forme diverse (scrivendo su blog, usando i social…) E attraverso le sue preziose parole sono riuscita ad avvicinarmi per la prima volta a uno dei periodi più bui della Storia Europea, imparando a pormi domande, ad avere fiducia, ad essere grata nei confronti della natura, ad amare chi ho vicino, a conoscermi, a vivere follemente… Anne Frank mi ha insegnato – e continua ad insegnarmi – così tante cose. Grazie a lei ho fondato e costituito la mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank che mi ha permesso di conoscere persone straordinarie, di lavorare con numerose persone, di progettare programmi educativi, di viaggiare, di vedere, di documentarmi… e ogni giorno far parte di tutto ciò per me è straordinario. E ne sono infinitamente grata.

Anne Frank ha aperto una porta nella mia vita che aspettavo di aprire ma che non sapevo come fare. E se oggi la mia vita è questa, e se io oggi sono la donna che sono, il merito è suo. È delle sue parole. È della sua fiducia nel prossimo. E non ho potuto far finta di niente, non ho voluto tapparmi gli occhi, le orecchie e la bocca davanti all’indifferenza e alle ingiustizie che ancora oggi ci circondano. E, al fianco di Anne, ho deciso di proseguire questa lotta. Sento Anne sempre al mio fianco, anche in piccoli dettagli che sono per me preziosissimi.

Penso che incontrarla di persona per me (come per moltissime persone che si sentono come me) sarebbe un sogno immenso. Averla davanti a me, poterla guardare dritto negli occhi, sorriderle, abbracciarla, ascoltarla, parlarle, porle domande e dirle “GRAZIE” sarebbe un dono senza misura. Ho i brividi al solo pensiero. Si tratterebbe di un’esperienza di cui sarei eternamente grata. (mi sa che le mie nuove rubriche allora ti  piaceranno e sono sicura che in  un  paio chi metteraiJ) Ne sono certa anche io!!

20 – Immaginiamo adesso che potessi invitare qualcuno qui con noi a bere una tazza di tisana, chi inviteresti e perché?

Malala Yousafzai, giovane ragazza pakistana che da anni si batte per i diritti civili e per il diritto d’istruzione per le ragazze in numerosi Paesi in via di sviluppo. Nel 2014 ha inoltre vinto il Premio Nobel per la Pace. Malala è divenuta molto conosciuta in seguito all’attacco subito nel 2012, quando fu colpita alla testa da un colpo di pistola sparato da un talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swat. Tre anni prima aveva scritto un testo raccontando il caos della città in cui viveva e i roghi delle scuole femminili da parte dei talebani. Il testo fu pubblicato sul sito della BBC e circolò molto in Pakistan.

Per quanto mi riguarda nel 2014 ho scritto un libro di narrativa, Come lacrime nella pioggia, che vede come protagonista Asha, giovane ragazza indiana la quale proprio come Malala desiderava tanto poter andare a scuola, avere possibilità. Poter vivere. La tematica delle bambine, ragazze e donne nei Paesi in via di sviluppo mi è sempre interessata e semplicemente non posso far finta di niente, specialmente rendendomi conto di quanto sono stata  fortunata io nel poter godere di un’istruzione, nell’essere trattata con rispetto anche se nata femmina, nell’aver modo di viaggiare, nel poter muovermi liberamente e proseguire con la mia carriera… ma la mia è una storia nelle storie, è un sorriso fra le lacrime, e avrei così tante cose da chiedere a Malala!

Penso che Malala sia un esempio per tutti noi. È giovanissima e lavoro spesso a stretto contatto con ragazzi e ragazze della sua età quindi sicuramente un confronto con lei sarebbe meraviglioso sotto numerosi aspetti. Lei, che da subito ci ha ricordato quanto sia fondamentale far sentire la nostra voce, raccontare e testimoniare. Malala ci ricorda infatti che ognuno di noi può scegliere di non far vincere l’indifferenza e di lottare per i nostri sogni e per i nostri ideali. Dopo l’attacco e il suo arrivo nel Regno Unito Malala non si è fermata. Non solo continua ad educarsi ma attraverso la sua Fondazione aiuta quelle ragazze che ancora vivono nell’ombra, ricordandoci quanto sia fondamentale tendere una mano nei confronti di chi ha bisogno, in questo caso sostenendole ad avere accesso all’istruzione. Personalmente, infatti, credo che l’educazione sia molto importante. In questo modo è possibile imparare, sapere, crescere, conoscere la Storia per riscriverla in maniera migliore. Con l’educazione inoltre siamo liberi di pensare e agire di testa nostra senza esser costretti a seguire ciecamente un qualcosa o un qualcuno che non comprendiamo ma dal quale altrimenti non sapremmo difenderci senza un’educazione che, invece, aiuta i nostri pensieri a crescere e a svilupparsi.

21 – Immaginiamo di essere ad una festa in costume, quale abito o maschera vorresti indossare e chi vorresti che ti invitasse e che ballo vorresti fare con lui o con lei?

Che meraviglia, una festa in costume! Indosserei un vestito principesco, bello, morbido, ma arricchito da dettagli che possano prendere spunto da un qualcosa di combattivo. Una sorta di vestito “principesco – guerriero”. Che possa parlare d’amore, di rispetto, luce e gentilezza ma anche di forza e coraggio. E vorrei che fosse mio nonno materno a invitarmi al ballo. Se n’è andato quando avevo circa 10 anni e più cresco più mi rendo conto di quanto il nostro rapporto sia stato interrotto troppo presto. Non ho avuto modo di parlare con lui (e neanche con mia nonna materna) di argomenti più seri, di conoscerli approfonditamente, di parlargli di me, dei miei sogni, dei miei ideali, di farmi raccontare della sua infanzia… Balleremmo insieme un ballo lento, per poi parlare. Anche se sono certa che, ovunque si trovi, mi stia sempre vicino. ( 🙂 )

22 – Ami gli animali?  Ne hai uno?  Vuoi postare una sua foto? Chi comanda, lui o tu?

Sì adoro gli animali! Al momento ho due gatti (Leila e Emily) mentre da poco li ho persi altri due, Simba e Diddle (fratello di Emily). Amo i miei animali! Da qualche anno ho anche perso una canina, Shari e penso ancora così tanto a lei! Credo che farà comunque sempre parte di me e della mia famiglia. È stato il primo cane, la prima compagna di giochi. Ricordo benissimo come ci piaceva trascorrere il nostro tempo insieme, come io giocassi a nascondino e lei mi cercasse, come la coccolavo, come lei ci fosse sempre. Il nostro era un rapporto paritario poiché avendola avuta da piccola il “capobranco” era mia mamma ma non appena mi guardava con quegli occhioni cedevo subito a mangiarla di baci!

Ecco le loro foto… (mamma che tribù 🙂 )

23 – Cosa pensi dell’amicizia maschile e al femminile? Hai una amica o amico del cuore?

Penso che l’Amicizia sia un dono, ma sto parlando dell’Amicizia quella vera quella con la “A” maiuscola. Non di conoscenti, non di persone che ci sono vicine ma a causa di un’amicizia superficiale. Sono poche le persone che posso chiamare Amici, e le ho conosciuti tutte grazie alla mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank, proprio perché condividiamo gli stessi ideali e valori e in questo modo sto formando un gruppo di persone per me importantissime, provenienti da ogni parte del mondo, appartenenti a qualsiasi religione, che posso chiamare famiglia. Indipendentemente dal proprio sesso, dal colore della nostra pelle… c’è sempre qualcosa da imparare dagli altri e da noi stessi. Sono davvero fortunata e grata nel poter avere dei veri Amici. (sono sicura che un po’ di invidia benevola prenderà il volo verso casa tua J)

24 – Se potessi scegliere un’epoca in cui andare con la macchina del tempo, dove vorresti andare? E perché?

Durante il Giurassico e Cretaceo. Adoro i dinosauri, mi hanno sempre incuriosita. C’è qualcosa di forte in loro, di misterioso, di magico. Mi piacerebbe moltissimo aver modo di poterli guardare da vicino (senza esser vista naturalmente, così da non correre rischi) e poterli ammirare. Senza disturbarli e rispettando appieno la loro esistenza. (mi sa che sei la prima che vuole andare così lontano…. Se prometti di proteggermi… vengo anche ioJ) Certo! Sei pronta per partire? (cosa ci portiamo 🙂 )

25 – Quale libro vorresti scrivere domani?

Ho un’idea in mente, che mi sta aspettando da un po’ di tempo. Però ho un sacco di progetti al momento attivi (tra cui la revisione di un altro libro che sto scrivendo) e mentalmente sto chiedendo a questa idea di aspettare un altro po’. Si sta però sempre più formando e non vedo l’ora di poter iniziare a svilupparla, lavorarci e condividerla. (sono curiosa 🙂 )

26 – Se dovessi fare un regalo ai tuoi lettori, cosa faresti e perché?

Spero di poter regalare loro un po’ di motivazione e spinta per decidere di non far vincere l’indifferenza. Numerosi lettori che ho conosciuto sono persone splendide (anche giovanissimi. Proprio un paio di giorni fa ho parlato con uno di loro, di 10 anni. Era così appassionato, con un sacco di idee bellissime per migliorare il mondo partendo dal valore della Memoria!) e so che dentro ognuno di noi brilla quella forza, quel coraggio, quella bellezza che non dobbiamo soffocare. Siamo esseri umani, non siamo perfetti, e neanche le nostre scelte saranno sempre perfette. Ma quello che spero di poter regalare è ciò che anche a me è stato regalato, la possibilità di aprire una seconda porta nella nostra vita che mi ha concesso di crescere, di cambiare in meglio, di capire l’importanza delle piccole cose. Spero di cuore che tutti quanti possano scegliere di non voltarsi mai dall’altra parte in caso di bisogno, di non giudicare il prossimo solo perché definito “diverso”, di voler continuare a ricordare per costruire oggi una società migliore. Di voler promuovere la pace, il rispetto, l’amore, l’unione, la tolleranza e l’inclusione. (purtroppo oggi … indifferenza è un  male che è in aumento,  credo che sia la vita stessa ad alimentarla … 😦 )

E chiunque tu sei, qualsiasi sia il tuo vissuto, la tua storia. Qualsiasi sia la tua provenienza, il colore della tua pelle, la religione in cui credi, il sesso della persona che hai deciso di amare… ricordati di non cambiare mai per gli altri ma di continuare a essere te stesso. Perché la bellezza, quella vera, è dentro ognuno di noi.

Fai sentire la tua voce, ama, parla, ridi, piangi, gioca, corri, rimani seduto, pratica quello sport, ama quella persona, cambia lavoro, fai quel viaggio, leggi quel libro, scrivi quella canzone, balla, sogna… vivi. Questa è la tua vita. Regalati la possibilità di viverla davvero.

27 –  Se domani ti offrissero un viaggio da fare subito,  dove vorresti andare e perché?

In India, sicuramente. Sogno di andare in India da tanti anni e sono certa che prima poi arriverà quest’occasione. Mi piacerebbe andare in India perché sono certa che non sarebbe una vacanza, ma sarebbe un viaggio vero e proprio. Ho delle amiche in India, ho una bambina adottata a distanza in India, ed è un Paese che voglio scoprire, di cui so tanto e al contempo poco… Da quando – come accennato prima – ho scritto il libro Come lacrime nella pioggia ci sono troppe domande che tartassano la mia mente e so che eventuali risposte potrò cercarle solo in India. (quando ero più giovane aveva un fascino speciale su di me…adesso… credo che andrei a visitarla con occhi diversi)

28 – In chiusura, cosa pensi di questa nostra chiacchierata e cosa avresti voluto che ti chiedessi?

È stata una chiacchierata bellissima, grazie! È sempre bello aver modo di parlare di vari argomenti e di poter riflettere su tutto ciò. Inoltre è sempre una grande opportunità poter far conoscere i nostri lavori e condividere sempre più i nostri valori. Davvero sei stata gentilissima e hai fatto delle domande molto interessanti! (grazie)

In merito a un’altra eventuale domanda alla quale desidero rispondere è questa: “Che cosa posso fare io oggi per aiutare la nostra società?”

Spesso durante i miei laboratori nelle scuole o incontri con persone di ogni età mi chiedono che cosa poter fare. Spesso ci sentiamo troppo giovani o persone troppo “ordinarie” per poter far qualcosa. Be’, non è così! Ognuno di noi è un essere umano e ha tutti i diritti di parlare, di far sentire la propria voce, di coltivare le proprie idee e di essere visto! Non è mai troppo presto per iniziare.

Anche se è difficile, anche se abbiamo più dubbi che certezze, ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare la nostra società anche partendo dalla nostra comunità, dalla scuola, dal luogo di lavoro, dalla famiglia.

Piccoli gesti possono fare grandi differenze. (sempre detto, poco è meglio di niente, e piccoli passi portano lontano) Prova, la prossima volta: regala un sorriso, chiedi a una persona come sta, aiuta chi ha bisogno, fai un gesto di gentilezza… Tutto ciò non solo farà bene alla persona che riceverà tutto ciò ma farà benissimo anche a te stesso.

La vita è una sola, è necessario imparare a viverla bene. Non è facile, ma nessuno, nessuno, ci ridarà indietro quell’attimo, quel momento, quell’abbraccio, quell’emozione. Nessuno.

Vivi per il prossimo. Vivi per te stesso.

Vivi.

29 – Se vuoi lasciare il link alla tua Associazione…

Se desiderate saperne di più sul lavoro della nostra Associazione questi sono i nostri contatti: www.unponteperannefrank.org

unponteperannefrank@yahoo.it

Facebook: Un ponte per Anne Frank

E naturalmente sarei felicissima di rimanere in contatto con tutti i tuoi lettori:

www.federicapannocchia.net

Facebook: Pannocchia Federica

Instagram:  @federica_pannocchia

Grazie di cuore a tutti.

……………….

Grazie, spero che anche per voi sia stata un incontro piacevole, se vi è rimasta una curiosità o una domanda che avreste voluto che fosse stata fatta… scrivetemela e… magari ci sarà un seguito.

Alla prossimaJ

MC

P.S. a chi interessa questo tipo di intervista, può mandarmi una emeil , scrivendo nell’oggetto: una tisana con… a mcandrea1@virgilio.it

https://mcbuoso.wordpress.com/

https://www.linkedin.com/in/maria-cristina-buoso-04093327/

se volete seguirmi anche qui, ecco i link, grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: