Una Tisana con….Maricla Pannocchia

Ciao,

oggi in riva al mare, magari con la brezza serale che ci fa da contrappunto, faremo la conoscenza di una autrice che si impegna, con  la sua scrittura, a dare voce  al sociale che la circonda.

Buona lettura 🙂

Photo by Ylanite Koppens on Pexels.com

DOMANDE

 1 – Per iniziare dimmi dove preferisci che ci sediamo per chiacchierare con la nostra tazza di tisana e perchĂ© hai scelto questo luogo.

Sul mare del mio paese, Rosignano Solvay, in provincia di Livorno. Adoro il mare, specialmente nei mesi come giugno o settembre, quando ci sono poche persone. Trovo rilassante stare a osservare il mare, ci aiuta a ricordarci quanto siamo piccoli di fronte alla grandezza della natura e della vita in generale.

Rosignano Solvay Vada Castiglioncello, white sand beach and coast. Tuscany, Italy Europe

 2 – Che tisana hai scelto e perchĂ© proprio questa?

Devo ammettere che le tisane non mi piacciono particolarmente e non le bevo mai, quindi accetto volentieri un tuo consiglio J ( sei la prima che trovo che non  le piacciono, come mai? Cosa ti piacerebbe bere mentre chiacchieriamo?) Non so come mai, questione di gusti, credo. Possiamo bere una bella bibita fresca … (certo, con questo caldo magari una granatina al limone 🙂 )

 3 – Se dovessi venire in camera tua, che libri troverei sul tuo comodino?

Nessuno. Questo è un periodo in cui non sto leggendo niente, fa troppo caldo per concentrarmi e soprattutto ho la testa piena d’impegni e idee e non riuscirei a focalizzarmi. Ci sono periodi in cui leggo poco o niente perché non sono dell’umore adatto o sono troppo impegnata. (capita anche a me:) ) Essendo una lettrice molto esigente, non mi accontento di leggere un libro giusto per passare il tempo, neanche quando sono in spiaggia, e quindi diventa difficile trovare libri, specialmente che non ho già letto, che possano interessarmi e prendermi l’attenzione a sufficienza da farmi decidere di dedicare tempo alla lettura piuttosto che a uno dei miei mille impegni. (posso suggerirti di leggere le tisane di altri autori/ci… magari troverai dei suggerimenti di lettura … e se così fosse,  fammi sapere sei il mio consiglio è servito)

 4 – E nella tua borsa?

Come sopra. Di solito, poi, uso borse piuttosto piccole già piene fino all’estremo quindi non mi porto dietro un libro. (deduco che gli ebook non  rientrano come opzione 🙂 )

 5 – Preferisci leggere in cartaceo o E-book?

Cartaceo. Non ho ancora letto un E-book. Non si tratta solo della sensazione del toccare la carta, sfogliare il libro, eccetera ma è proprio una questione di comodità. Passando molto tempo al computer, non mi va di leggere per piacere su uno schermo.

 6 –  Hai mai letto i fumetti? Se si, quali? Ne hai uno che ti è rimasto nella memoria?

Topolino …. Ogni tanto mi capita ancora di leggerlo. (evviva…. Prova altri fumetti magari trovi storie  che ti appassionano)

7 –  Ti piace andare al cinema, a teatro? Cosa preferisci vedere? Quale è l’ultimo film che hai visto? Ti è piaciuto? E a teatro?

Mi piacciono molto entrambi. L’ultimo film che ho visto al cinema in realtà è un cartone animato ed è Frozen 2. Ero a Londra per una ventina di giorni a dicembre, faceva molto freddo e vicino al luogo dove alloggiavo c’era un bel cinema così sono andata. Lì, poi, hanno delle poltrone davvero comode dove puoi alzare e abbassare il poggiapiedi e la poltrona in sé è un’esperienza J Non sono particolarmente fan di Frozen, non so cos’è, ma c’è qualcosa che non mi convince del tutto, tuttavia ho trascorso un paio d’ore piacevoli al caldo. (siamo un  po’ a corto di W. Disney e fiabe 🙂 )

Per quanto riguarda il teatro, penso che in Italia la qualità delle produzioni professionali lasci molto a desiderare comunque a febbraio ho (ri)visto Notre Dame de Paris, mi è sempre piaciuto tantissimo, sin da quando lo vidi per la prima volta tanti anni fa, durante il primo tour. Ho visto lo spettacolo sia con l’intero cast originale, incluso il gran finale all’Arena di Verona, mi sembra che fosse due anni fa, sia lo spettacolo con solo parte del cast originale e devo ammettere che in questo frangente non è ugualmente coinvolgente, e il livello qualitativo delle interpretazioni cala notevolmente, tuttavia le musiche sono bellissime e i messaggi importanti e molto attuali pertanto, se vi capita, vi consiglio di andare a vederlo. (sei di gusti difficili :))

 8 –  La TV la guardi? Cosa? Ci sono serie TV che segui? Una serie TV che hai visto quando eri piĂą giovane e che ti è rimasta nel cuore.

No, non guardo mai la televisione. Non ho una serie TV che seguivo quand’ero più giovane e che mi è rimasta nel cuore. (proprio nessuna :(, come mai non  guardi mai la tv, che so…neanche i documentari?) Alla tv ci sono tanti programmi stupidi, per quanto riguarda i film non mi appassionano, quand’ero più piccola ne ho visti diversi, ora non so, mi sono stufata. Naturalmente ci sono delle eccezioni ma di solito allora vado a vedere film nuovi, che m’interessano, al cinema. Sì, ho visto anche dei documentari, però per quelli sulla natura e gli animali mi ha sempre fatto un po’ tristezza/rabbia il fatto di dover guardare queste cose dalla tv. Metti i soldi da parte, fatti un viaggio e dì di aver visto i ghepardi che corrono, la cava coi pipistrelli, l’isola dalla spiaggia bellissima con i tuoi occhi, non in un documentario.

 9 – Domanda classica, quando hai iniziato a scrivere e perchĂ©.

Alle scuole elementari. Mi piaceva moltissimo scrivere i temi e ricordo che una volta la maestra d’italiano mi portò in un’altra sezione così che potessi leggere il mio tema davanti agli alunni di quella classe. Ho sempre preso bei voti in italiano, che compensavano quelli in matematica e in tutte le materie che richiedeva logica invece di fantasia. Alle medie ho iniziato a scrivere i miei primi racconti brevi, sul mio primo computer. Crescendo, ho cominciato a scrivere dei romanzi senza alcuna ambizione di pubblicazione, ma solo perché scrivere mi faceva – e tuttora mi fa – sentire bene. Ho auto-pubblicato (per scelta) il mio primo romanzo “La mia amica ebrea” nel 2014, era una storia che sentivo di voler diffondere; il romanzo è scritto in prima persona e racconta la storia di Josepha, un’adolescente “ariana” durante la Seconda Guerra Mondiale, e della sua amicizia con la sua coetanea Rina, un’ebrea nascosta insieme alla famiglia nella casa di Josepha e dei suoi famigliari. Ho ricevuto tante recensioni e tutte positive. Poi ho scritto il romanzo “Le cose che ancora non sai” (Astro Edizioni, 2017) che racconta l’amicizia fra due ragazze adolescenti scozzesi, di cui una malata di leucemia. Non sapendo praticamente niente sul cancro infantile ho dovuto svolgere delle ricerche al riguardo ed è così che ho sentito il bisogno di fare qualcosa, nel mio piccolo, per aiutare questi ragazzi e a fine 2014 ho fondato la mia Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, di cui sono tuttora Presidente. (mi sembra che tu sia giovane, e trovare una ragazza come te già così sicura e capace di fare un  passo del genere … tanto di capello :))

La scrittura fa parte di me, e a inizio 2020 ho pubblicato, in collaborazione con Associazione Aurora, il libro “Ascoltami ora – storie di bambini e ragazzi oncologici” che contiene 25 storie vere di famiglie colpite dal cancro pediatrico e di cui ho curato la prefazione per avvicinare le persone, specialmente chi ne è estraneo, a questa realtà. Il ricavato delle vendite del libro, tolte le spese vive, è devoluto ai progetti dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro e contribuisce al progetto a Pristina, Kosovo, della fondazione Cure2Children ONLUS attraverso il quale i bambini e ragazzi oncologici del Kosovo, provenienti da famiglie povere, possono essere curati nel loro Paese. (bella iniziativa, spero vada bene)

10 – Come mai hai scelto questo genere di scrittura?

Non è stata una scelta logica, è successo e basta. Non credo che riuscirei mai a pubblicare un romanzo “solamente” a scopo d’intrattenimento e con questo non voglio certamente criticare chi lo fa. Tutti abbiamo bisogno di leggere libri leggeri o comunque d’intrattenimento, semplicemente non penso che sia per me. Quando ho tempo, scrivo romanzi che sono storie d’amore, di crescita personale, eccetera ma che non hanno necessariamente un tema sociale come colonna portante, ma quando mi siedo al computer so che non vedranno mai la pubblicazione e che li scrivo solo per me stessa perchĂ©, appunto, la scrittura è qualcosa che mi fa stare bene. (io credo che un giorno quando sarai pronta, anche questi libri vedranno la luce,  perchĂ© sono una parte di te che ha bisogno di raccontarsi)

Ho notato che hai una preferenza per un certo genere  di soggetto,  come mai?

Diciamo che ho preferenza per usare la scrittura per dar voce a tematiche sociali che mi stanno a cuore e di cui generalmente sentiamo parlare poco o in maniera incompleta/errata. Non penso ci sia una spiegazione logica del perché.

Hai fondato una Associazione di volontariato Adolescenti e cancro, quando l’hai fondata, dove si trova.

Ho fondato l’Associazione a fine 2014, anche se allora era “solo” un progetto ed è stata costituita come Associazione nel 2015. Come accennavo qualche risposta sopra, in seguito alla scrittura del mio romanzo “Le cose che ancora non sai” ho sentito il bisogno di fare qualcosa per aiutare i ragazzi oncologici. L’Associazione non ha una sede aperta al pubblico, gestisco il tutto da casa mia, lavorando molto dal computer, specialmente in questo periodo in cui ho dovuto sostituire le attività dal vivo con il supporto online. L’Associazione infatti offre attività ricreative gratuite rivolte ad adolescenti e giovani adulti che hanno o hanno avuto una malattia oncologica, da tutta Italia, e ai loro famigliari (gite di più giorni, giornate di svago, vacanze… il tutto gratuito per i partecipanti); lavoro molto anche per fare corretta sensibilizzazione sul cancro infantile attraverso varie iniziative come l’adesione al mese di sensibilizzazione che cade ogni anno a settembre, a livello mondiale, e alla Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile (che cade ogni anno il 15 febbraio in tutto il mondo), la nostra mostra fotografica (IN)VISIBILI, visionabile gratuitamente sul nostro sito e allestita dal vivo in diverse zone d’Italia, la gestione della pagina Facebook che conta oltre 7.500 sostenitori dove pubblico regolarmente notizie da siti attendibili e do voce ai ragazzi e alle famiglie, il libro “Ascoltami ora” e molto altro. (per esser una associazione giovane ha già un nome e una attività importanti, complimenti)

Se qualcuno vuole mettersi in contatto con questa associazione cosa deve fare.

Mettersi in contatto con me … Supportiamo ragazzi e famiglie da tutta Italia sia chi è in cura, sia chi ha finito le terapie, sia famiglie che hanno perso un figlio. Cerchiamo sempre persone che possano darci una mano, anche e soprattutto nelle raccolte fondi. E’ possibile inviare una mail all’indirizzo adolescentiecancro@yahoo.it telefonare al numero 328-7019357 o ancora inviare un messaggio privato tramite la pagina Facebook www.facebook.com/adolescentiecancro

Potete scrivermi anche semplicemente per informazioni. Grazie! (grazie a te)

Come mai hai scelto questo abbinamento, adolescenti e cancro.

Anche qui, sono convinta che non si sia trattata di una scelta volontaria, non mi sono messa a tavolino dicendo: “Domani aprirò un’Associazione per giovani oncologici!”. Come succede di solito in queste situazioni, è stato il destino a guidarmi.

Sei soddisfatta di questa iniziativa?

Moltissimo! E’ difficile spiegare a parole quanto ne sono soddisfatta. Per me non è “un’iniziativa” ma ormai è una grandissima parte della mia vita. Attraverso l’Associazione ho conosciuto tanti ragazzi e genitori che mi hanno cambiata come persona, mi hanno dato le più importanti lezioni di vita, e mi hanno permesso di entrare nel loro mondo. Nonostante queste persone abbiano sofferto molto, sono generose, buone, si danno daffare per aiutare gli altri. Per me sono una continua fonte d’ispirazione. Grazie alle esperienze che ho vissuto in questi 6 anni il mio approccio alla vita è completamente diverso da quello che avevo prima del 2014.

Sei anche una attrice, hai una compagnia?

No. Ho recitato in alcuni cortometraggi indipendenti, anche come protagonista, però devo dire che recitare davanti alla macchina da presa non mi emoziona quanto recitare in teatro. Ho partecipato a diversi spettacoli teatrali e a novembre sono stata una delle 8 comparse nella produzione professionale dello spettacolo “An inspector calls” che faceva il tour Regno Unito/America, ed io ero nella tappa di Londra. (complimenti, hai una foto?)

fonte: autrice

Ero l’unica persona non originaria dell’Inghilterra e, anche se noi comparse non avevamo battute, è stato emozionante essere sul palco in alcune scene, dover fare delle azioni e soprattutto vivere l’esperienza con una compagnia britannica professionale. (posso farti una domanda indiscreta,  ma credo che sia la curiosità di molti… come ci sei riuscita a fare parte di una compagnia inglese?) Quando lo racconto la gente non ci crede, ma ho trovato l’annuncio per il casting su un gruppo Facebook (inglese, ovviamente) per attori, ho mandato il materiale e mi hanno richiamata. (incredibile 🙂 )

Tutte le persone, dagli attori ai tecnici, erano alla mano, umani ed è stata un’esperienza bellissima! Ricordo con molto piacere l’affiatamento che si è creato fra tutti, l’emozione perché ogni sera ci esibivamo davanti al teatro pieno, e quando calava il sipario e anche noi comparse eravamo sul palco fra gli scrosci del pubblico… ecco, tutto questo e molto di più è perché amo il teatro. (quando vado a teatro,  per me il momento più bello è quello finale degli applausi e dei ringraziamenti con gli attori in fila davanti a noi pubblico :))

E scrivi articoli, di che genere e dove pubblichi?

Si, beh, scrivo principalmente di cancro infantile e altre tematiche sociali, come avete potuto immaginare 🙂 A questo link potete leggere alcuni dei miei articoli:

http://www.mariclapannocchia.net/i-miei-articoli.html

Fonte: Autrice

Pubblico su testate online. Inoltre intervisto persone che hanno storie interessanti che possono dare insegnamenti importanti e ho lanciato “in conversazione con…” ovvero delle conversazioni tramite Zoom per dar voce a persone protagoniste di storie toccanti, di resilienza e denuncia. Al momento in quest’ambito ho intervistato due genitori che hanno perso le figlie per un cancro e che si sono rimboccati le maniche fondando due Associazioni per aiutare le famiglie in situazioni simili e alcune persone di Taranto per denunciare la continua violazione dei più basilari diritti umani che avviene nella loro città, nel cuore della nostra cosiddetta evoluta e democratica Italia. Potete ascoltare le conversazioni su Zoom sul mio sito o sulla pagina Facebook dell’Associazione. (si potrebbe dire che non  hai molto tempo per te 🙂 )

Dici che ti piacciono le nuove culture, cosa intendi, quali sono?

Intendo dire le altre culture, ovvero quelle diverse dalla mia. Spesso oggigiorno vediamo il diverso come qualcosa di sbagliato, di negativo, da disprezzare e da cui stare alla larga. Purtroppo, se ci facciamo caso, c’è sempre più una cultura, se così può essere chiamata, dell’inculcare il timore di ciò che la gente non conosce. Da sempre mi piace informarmi su come vivono le persone in altri Paesi, o anche in altre regioni italiane. Da piccolezze come le tradizioni, il cibo, le festività eccetera ai grandi concetti della vita. Ancora non ho fatto uno di quei viaggi che ti cambia la vita, in un qualche Paese lontanissimo (paradossalmente, la pandemia mi ha risvegliato questa voglia e spero di fare un viaggio del genere nel 2021) però un po’ ho viaggiato (3 volte negli Stati Uniti, Londra – dove ho vissuto per oltre un anno, Galles, Parigi, Barcellona…) e durante l’adolescenza avevo amiche di penna da diversi Paesi (altra domanda indiscreta… come mai hai vissuto così tanto all’estero?). Risposta alla tua domanda indiscreta: perché l’Italia, ma forse dovrei dire il mio paesino, mi è sempre andato stretto. Mi piace molto l’inglese, mi piace vivere in metropoli che offrono tante attività e la possibilità di conoscere persone da tutto il mondo e vivere ogni giorno nuove esperienze. Penso che oggigiorno, con la tecnologia che abbiamo a disposizione e che ci permette di comunicare con la maggior parte delle persone, in qualsiasi Paese, e con le città e anche molti paesini che sono divenuti multiculturali sia molto più facile rispetto a quand’ero bambina io, per esempio (parlo degli anni ’90), incontrare “l’altro”. La maggior parte della gente, però, vuoi perché impegnata con la propria vita o perché sotto sotto a quei discorsi su come del diverso non ci sia mai da fidarsi completamente, ci crede, non usa la tecnologia per saperne di più sugli altri e sul mondo e per fare uno scambio. Naturalmente, per fortuna, c’è anche chi lo fa, ma penso che si tratti ancora di una fetta molto ristretta di persone.

Vuoi parlarci di  qualcosa in  particolare,  un  progetto, iniziativa o altro che vorresti far conoscere meglio a chi ci legge?  Cosa ti ha portato a fare queste scelte? Sei soddisfatto del percorso che hai fatto fino ad ora?

E’ logico parlare nuovamente della mia Associazione di volontariato. Ho già spiegato a sommi capi che cosa faccio, ma negli ultimi anni, grazie ai ragazzi e ai genitori che ho conosciuto e che tuttora conosco, sono venuta a sapere anche di aspetti della realtà del cancro infantile che generalmente i cittadini non conoscono. Il primo è la carenza di fondi dedicati alla ricerca scientifica sui tumori pediatrici; questo perché il cancro infantile è considerato “raro” e le case farmaceutiche e i governi preferiscono investire su tipi di tumore che colpiscono un numero più elevato di persone, ovvero gli adulti. Questo è raccapricciante, dare un valore in denaro alla vita di un bambino o un ragazzo, di un essere umano! E ci sono così tante cose che ancora non vanno bene, soprattutto al Sud: le difficoltà burocratiche (INPS), il fatto che ci sono genitori che hanno dovuto scegliere fra andare al lavoro e andare in ospedale con il figlio, le difficoltà degli adolescenti e dei giovani adulti anche in ambito di studio (principalmente per gli over 18), le difficoltà dei sopravvissuti, per i quali non c’è un programma nazionale di supporto a tutto tondo per aiutarli a re-integrarsi nella società e a vivere al meglio le loro vite, gli effetti collaterali che colpiscono i due terzi dei sopravvissuti e che nella maggior parte dei casi non sono causati dalla malattia ma dalle terapie che, proprio perché s’investe poco nella ricerca sui tumori infantili, spesso sono vecchie anche di decenni e sono molto aggressive e tossiche… Ecco perché ho cominciato, anche con l’aiuto di persone fantastiche come Matteo D’Abrosca, ex paziente oncologico e portavoce dell’oncologia pediatrica italiana a livello nazionale e internazionale, a interessarmi anche al settore, diciamo, legislativo. Per quanto le gite, le mostre, i libri e tutte le altre attività siano importantissime, da sole non riusciranno mai a risolvere il problema nella sua essenza e non dovremmo neanche aspettarci che la beneficienza faccia il lavoro che dovrebbe fare lo Stato. Devono essere migliorate le leggi di supporto all’oncologia pediatrica, integrandole con nuove leggi quando necessario, e soprattutto queste leggi devono essere applicate in maniera equa, non solo scritte su carta e non solo alcune volte. Abbiamo già delle leggi che dovrebbero tutelare la salute degli esseri umani (sfogliamo la Costituzione Italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo…) eppure i diritti basilari, fra cui quello alla salute, vengono spesso calpestati anche in Italia. Lo Stato deve camminare al fianco delle famiglie con figli oncologici e deve supportarli come richiede la legge, questa è l’unica soluzione per avviare dei cambiamenti duraturi e positivi. (mi auguro che queste problematiche vengano evidenziate sempre di più e che alla fine ci siano interesse e leggi a supporto)

11 – Hai un genere che preferisci leggere quando ti vuoi rilassare? Un autore che preferisci in particolare op. no.

Per rilassarmi sul mare mi è capitato di leggere la serie “I love shopping” di Sophie Kinsella oppure quando sono in vena di thriller Jeffery Deaver con i romanzi che hanno come protagonisti Lincoln Rhyme e Amelia Sachs. (ahahaha… allora qualcosa di leggero lo leggi evvivvaaaaaaaaa)

12 – Immaginiamo che questa sera ti venisse offerto di andare ad assistere ad un incontro con un autore a scelta può essere vivente o no, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, chi vorresti incontrare e perché?

Jane Austen o Louisa May Alcott. Mi piacciono molto i loro libri e mi piacerebbe conversare di com’era scrivere a quei tempi, specialmente per una donna. (eheheh)

13 – Immaginiamo adesso che potessi invitare qualcuno qui con noi a bere una tazza di tisana, chi inviteresti e perchĂ©?

Angelina Jolie, senza alcun dubbio. E’ una persona molto intelligente, con un cuore grande così, genuina e onesta. E non dico queste cose della prima persona che mi viene in mente.

14 – Immaginiamo di essere ad una festa in costume, quale abito o maschera vorresti indossare e chi vorresti che ti invitasse e che ballo vorresti fare con lui o con lei?

Sicuramente qualcosa di dark o gotico: strega, vampira… su questo filone, insomma! Non sono una persona molto socievole, anzi, diciamo che lo sono proprio poco quindi ballerei con qualcuno che colpisce la mia attenzione, e generalmente si tratta di persone differenti dalla massa.  (ve beh…. Ma se dovessi scegliere… strega o vampiro ) Strega J (eheheheh)

15 – Ami gli animali?  Ne hai uno?  Vuoi postare una sua foto? Chi comanda, lui o tu?

fonte :autrice

Gli animali mi piacciono molto. Avevo un cane, Shari, che è morto di vecchiaia qualche anno fa. Era una femmina, un incrocio fra un labrador e un bastardino. Era molto dolce e giocherellona. (vedrai che a breve un altro amico peloso farà parte della tua vita)

16 – Cosa pensi dell’amicizia maschile e al femminile? Hai una amica o amico del cuore?

Non ho un’amica o un amico del cuore. Sono introversa per natura, ma non è solo quello. Ricordo che a 7 anni sulle pagelle le maestre scrivevano: “ A scuola va bene, ma non comunica con i coetanei”, al che rispondevo: “Non ci parlo perchĂ© non ho niente da dirgli”. E questo è stato un po’ il filone delle mie cosiddette relazioni sociali. Ero e sono molto diversa dalle persone del mio paesino, assai stretto di vedute, e non ho mai provato interesse per tutte le cose che interessavano le mie coetanee. Credo anche che l’etichetta “amico” sia affibbiata con troppa facilitĂ . Non ho niente contro l’amicizia uomo-donna, ovviamente a volte può scapparci l’amore, però penso che possano esistere anche belle amicizie a prescindere dal sesso delle persone coinvolte. Adesso, per fortuna, grazie all’Associazione conosco tante persone meravigliose, alcune non le ho mai incontrate dal vivo, ma abbiamo parlato di argomenti intimi e importanti e quindi ho la sensazione di poterle chiamare amiche. Mi reputo molto fortunata, inoltre, perchĂ© finora ho incontrato due di quelle che gli inglesi chiamano “soul connections” ovvero rapporti piĂą profondi delle amicizie, dove una persona/un’anima entra nella tua vita per stravolgerla in meglio e aiutarti a imparare e capire nuove cose su di te, su quello che vuoi e sulla vita. (allora hai degli amici anche se non  gli chiami così… mi fa piacere)

17 – Se potessi scegliere un’epoca in cui andare con la macchina del tempo, dove vorresti andare? E perché?

Non c’è un’epoca in particolare in cui mi piacerebbe andare. Forse nella Londra vittoriana, perché l’ho conosciuta da diversi film e romanzi, ma in realtà non lo so…

18 – Quale libro vorresti scrivere domani?

Un libro in inglese sullo stesso filone di “Ascoltami ora” ovvero che raccolga storie vere di famiglie, in questo caso straniere, colpite dal cancro pediatrico accompagnate da una mia prefazione che avvicina alla causa. E’ un progetto che conto di fare, quando penso che sarĂ  il momento giusto, perchĂ© rispetto a un libro in italiano ovviamente sarebbe molto piĂą diffuso nel mondo sensibilizzando tante persone in piĂą. (posso permettermi … da quello che ho capito tu parli bene inglese,  traduci il tuo libro e fallo girare ) Sì, ma sto aspettando il momento giusto e le collaborazioni giuste; auto-pubblicare o pubblicare con una piccola casa editrice in un mercato internazionale significa correre il rischio/quasi certezza che il libro vada perso nella girandola infinita di libri (dato anche il tema che non attira i lettori comuni) e dovrei affidarmi a un traduttore professionista, ma, ripeto, lo farò e quando sarĂ  il momento te lo dirò con piacere!

19 – Se dovessi fare un regalo ai tuoi lettori,  cosa faresti e perchĂ©?

Gli regalerei un giorno, ma forse anche “solo” un’ora, con tutti gli insegnamenti che questi bambini, ragazzi e genitori hanno dato a me! Qualcuno ha detto che non bisogna aspettare di morire per cominciare a vivere, e penso sia vero, eppure se ci facciamo caso notiamo che le persone che hanno imparato le grandi lezioni della vita e sanno viverla appieno di solito sono quelle che hanno vissuto sulla propria pelle o attraverso i propri cari delle immani sofferenze. Io mi considero molto privilegiata perché per fortuna non ho avuto nessuna grave malattia, e neanche i miei cari, e perché sono nata “nella parte giusta del mondo” eppure mi sono state donate tutte queste lezioni, che continuo ad apprendere e che spero di divulgare, che mi permettono di dare un vero significato alla mia vita. Vorrei regalare ai miei lettori questo, e spero che possano trovarne almeno un po’ nelle pagine del libro “Ascoltami ora”.

20 –  Se domani ti offrissero un viaggio da fare subito,  dove vorresti andare e perchĂ©?

Vorrei andare in Africa, perchĂ© come tutti ho sempre sentito parlare del mal d’Africa e mi stuzzica l’idea, piĂą che dei safari (che sicuramente mi piacerebbe fare), di trascorrere del tempo con qualche comunitĂ  che vive lontano dalla civiltĂ , da cui penso che potrei imparare molto. Un altro viaggio che spero di realizzare al piĂą presto e che mi piacerebbe molto è la Cambogia; ho un ragazzino di 12 anni adottato a distanza che abita a Phnom Penh, la capitale, e ci sentiamo regolarmente attraverso e-mail e conversazioni su Skype. Si sta instaurando un bel rapporto, aperto e sincero, fra le altre cose parliamo anche delle rispettive culture e dei rispettivi Paesi e ho sentito dire che a dispetto di tutto ciò che hanno dovuto subire (fra cui il genocidio avvenuto negli anni dal 1975 al 1979) i cambogiani sono persone resilienti e sorridenti quindi spero proprio di andarci nel 2021 e di conoscere questo ragazzino e il suo bellissimo Paese. (anche io ho una bambina adottata a distanza). Che bello! Da dove? Ti va di raccontarmi qualcosa di lei? (vive in africa, chissĂ  forse un giorno andrò a trovarla. Quando decisi di fare questo passo, decisi di scegliere le bambine,  perchĂ© sono quelle che hanno meno possibilitĂ  in questi posti e la mia speranza è che oltre ad essere in tanti a fare le adozioni a distanza,  molti bambini abbiano la possibilitĂ  di crearsi un futuro attraverso l’istruzione.)

21 – In chiusura, cosa pensi di questa nostra chiacchierata e cosa avresti voluto che ti chiedessi?

Non c’è qualcosa in particolare che avrei voluto tu mi chiedessi. Anzi, trovo quest’intervista molto originale, penso che permetta ai lettori di conoscere meglio la persona che sta dietro a un libro e ti ringrazio molto per l’opportunità. (è uno dei motivi per cui l’ho pensata e conoscerti è stata una bella esperienza) Anche per me

22 – Se vuoi lasciare il link del tuo libro e copertina, se vuoi aggiungere qualcosa per farti conoscere un  po’ di piĂą, puoi farlo.

Certo, lascio volentieri il link all’acquisto del libro (le spese di spedizione sono gratuite e ricordo che il ricavato, tolte le spese vive, è devoluto ai progetti dell’Associazione Adolescenti e cancro e a quello a Pristina, Kosovo, di Fondazione Cure2Children ONLUS):

https://www.associazioneaurora.eu/prodotto/ascoltami-ora-di-maricla-pannocchia/

Non ho altro da aggiungere se non che incoraggio le persone ad acquistare il libro, so che la tematica può sembrare spaventosa, ma vi giuro che questi bambini, ragazzi e genitori lasceranno qualcosa nel vostro cuore. Qualcosa che potrebbe cambiare in meglio e definitivamente le vostre vite. Ascoltateli, per favore. Grazie.

Per chi avesse piacere di seguire me e la mia Associazione, ecco i link:

www.facebook.com/adolescentiecancro

www.adolescentiecancro.org

www.mariclapannocchia.net

www.facebook.com/mariclapannocchia

……………….

Grazie, spero che anche per voi sia stata un incontro piacevole, se vi è rimasta una curiosità o una domanda che avreste voluto che fosse stata fatta… scrivetemela e… magari ci sarà un seguito.

Alla prossimaJ

MC

P.S. a chi interessa questo tipo di intervista, può mandarmi una emeil , scrivendo nell’oggetto: una tisana con… a mcandrea1@virgilio.it

https://mcbuoso.wordpress.com/

https://www.linkedin.com/in/maria-cristina-buoso-04093327/

se volete seguirmi anche qui, ecco i link, grazie

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